Sab. Gen 23rd, 2021

 La Calabria rischia di ripiombare in una nuova emergenza rifiuti. Già da un paio di giorni si registrano i primi disagi, da quando cioè, dal primo gennaio gli Ambiti Territoriali Ottimali (a costituire i quali sono i comuni) sono subentrati alla Regione nella gestione e concessione degli impianti di trattamento rifiuti. Un passaggio formale, nei fatti non concretizzatosi. In quanto i comuni calabresi, anche quelli della Città Metropolitana di Reggio, non hanno deliberato il loro subentro – attraverso le ATO– nella gestione del servizio e dei contratti con le società che operano nelle discariche e negli impianti per il trattamento dei rifiuti.
Nonostante si fosse già a conoscenza di quanto prevedessero le normative sia comunitaria che nazionale, i vari incontri interlocutori e operativi tenutisi nel corso dell’anno appena concluso, gli enti comunali sembra non abbiano ancora del tutto chiare le idee – soprattutto in materia di tariffe e questioni tecnico-amministrative – in merito al loro subentro. Dal canto loro, le stesse società che fino al 31 dicembre hanno gestito gli impianti in base al rapporto stipulato con la Regione, si sono ritrovate senza interlocutori con cui procedere all’eventuale rinnovo dei contratti e quindi nei fatti impossibilitate ad operare e ricevere rifiuti da smaltire.
Una situazione che si sta cercando di affrontare attraverso la nuova interlocuzione avviata oggi alla Cittadella di Germaneto con l’incontro, il primo del nuovo anno, tra i comuni di tutte le 5 province calabresi e i vertici del Dipartimento ambiente della Regione. Un chiarimento quanto mai necessario alla luce dello “stallo” creatosi nelle ultime ore e che rischia di compromettere l’interso sistema integrato della raccolta rifiuti in Calabria.
Se nelle prossime ore non dovesse arrivare alcun provvedimento alternativo volto a superare l’attuale stop, c’è il rischio si possa riproporre quanto registratosi solo alcuni anni orsono, in piena emergenza rifiuti. Disservizi e disagi che, come detto, cominciano a registrarsi un po’ ovunque in tutta la regione.
A Reggio e nel suo hinterland, ad esempio, così come in tutto il territorio della città metropolitana, si è già fermata da oggi a raccolta dell’organico che non sarà effettuata per motivi indipendenti dall’operato di AVR e dalle altre ditte che si occupano della raccolta, ma a causa proprio del fermo degli impianti di smaltimento che in mancanza di garanzie difficilmente riapriranno a breve. Rallentamenti, ritardi e impossibilità nell’erogazione del servizio potrebbero registrarsi a questo punto anche nei prossimi giorni.
Viene spontaneo chiedersi se tale situazione si fosse potuta evitare e, soprattutto, perché un simile ritardo nell’attuazione di provvedimenti, al di là delle competenze, volti a garantire servizi essenziali su un territorio, quale quello calabrese che, anche alla luce di questa vicenda, si conferma ancora in forte ritardo rispetto al resto d’Italia.

 
Francesco Chindemi-reggiotv.it
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