“Lande Desolate”, il manager Zinno rimane ai domiciliari

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Il Riesame rigetta la richiesta avanzata dal difensore dell’ex dg del dipartimento Lavori pubblici della Regione. Interdizione dai pubblici uffici per il direttore dei lavori della Lorica Ski, che lascia i domiciliari. Guarnaccia torna in libertà

Arrivano a scaglioni i dispositivi sui ricorsi presentati al Tribunale del Riesame di Catanzaro da parte degli avvocati difensori degli indagati coinvolti nell’operazione “Lande Desolate”. L’inchiesta, condotta dalla Direzione distrettuale di Catanzaro e incentrata sugli appalti pubblici della sciovia di Lorica e dell’aviosuperficie di Scalea, com’è noto ha coinvolto i vertici politici e burocratici della Regione Calabria. I giudici del Riesame hanno rigettato la richiesta di revoca degli arresti domiciliari avanzata dai legali di Luigi Zinno, ex dg del dipartimento regionale Lavori pubblici. In attesa della chiusura delle indagini dunque, Zinno, all’epoca dei fatti contestati dirigente del Settore 1 del dipartimento Programmazione nazionale e comunitaria, non potrà lasciare la sua abitazione di Cosenza. Per come emerge dalle intercettazioni confluite nel fascicolo d’inchiesta e poi finite nell’ordinanza di custodia cautelare emanata dal gip di Catanzaro, Zinno secondo l’accusa «si adoperava per confezionare ad arte le condizioni legittimanti l’affidamento dei lavori complementari». Meglio è andata invece a Carmine Guido. Per il direttore dei lavori della Lorica Ski, infatti, la misura degli arresti domiciliari è stata mutata in una più “lieve” interdizione dai pubblici uffici. Torna in totale libertà, infine, Gianluca Guarnaccia: il Riesame ha annullato la misura cautelare degli arresti domiciliari per il dipendente dalla Barbieri Costruzioni, coinvolto nella vicenda come collaboratore dell’imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri.

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