L’anno giudiziario a Reggio, dove manca anche il Palazzo di Giustizia

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L’allarme del presidente della Corte d’Appello Luciano Gerardis: «Questo distretto non è solo il luogo d’origine della ‘ndrangheta, qui c’è l’attuale comando unitario. Ma mancano nei soli Tribunali ordinari 24 unità su un organico di 119»

Mancano magistrati, manca personale amministrativo, manca persino un palazzo che possa ospitare degnamente l’inaugurazione dell’anno giudiziario. È ancora una volta un grido di dolore quello che il presidente della Corte d’Appello Luciano Gerardis è costretto a lanciare prima di suonare la campanella che segna l’inizio dell’anno giudiziario. E subito chiarisce i termini di una questione che nessuna propaganda sulla sicurezza può cancellare: «Se il contrasto della ‘ndrangheta è un prioritario problema nazionale, secondo quanto costantemente affermato da tutti gli organi centrali, anche costituzionali, e se questo distretto ne è non solo il luogo storico d’origine ma anche il luogo in cui si concentra il suo attuale unitario comando, non è possibile non trarne ancora tutte le conseguenze. La giustizia ha bisogno di risorse adeguate; l’adeguatezza è rapportabile alle esigenze. Se le esigenze sono straordinarie, straordinarie devono essere le risorse. Nel distretto di Reggio Calabria la straordinarietà delle esigenze costituisce l’ordinario». Lo dicono i numeri dei processi in corso e delle inchieste in trattazione, lo urlano i dati sulle scoperture d’organico. «Mancano al momento in primo grado nei soli Tribunali ordinari 24 unità su un organico di 119, pari ad una scopertura di circa il 20% che diventa quasi 30% considerando le assenze per maternità», dice Gerardis.

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