L’Epifania è una delle principali feste religiose dell’anno e viene celebrata dalla Chiesa Cattolica 12 giorni dopo Natale, il 6 gennaio

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L’Epifania è una delle principali feste religiose dell’anno (insieme a Pasqua, Ascensione, Pentecoste e Natale) ed è celebrata dalla Chiesa Cattolica 12 giorni dopo Natale, il 6 gennaio. Il termine Epifania deriva dal greco ἐπιφάνειαepipháneia, che può significare “manifestazione”, “apparizione”, “venuta”, “presenza divina”. Nella tradizione cristiana, in particolare, Epifania assume il significato di prima manifestazione dell’umanità e divinità di Gesù Cristo ai popoli di tutto il mondo, simboleggiati dai Magi che gli fanno visita, rendendogli omaggio, portando in dono oro, incenso e mirra.

 

Per comprendere meglio il profondo significato dell’Epifania, leggiamo alcune riflessioni dei Papi sulla festività:

  • Papa Francesco: “Bisogna andare oltre, oltre il buio, oltre il fascino delle Sirene, oltre la mondanità, oltre tante modernità che oggi ci sono, andare verso Betlemme, là dove, nella semplicità di una casa di periferia, tra una mamma e un papà pieni d’amore e di fede, risplende il Sole sorto dall’alto, il Re dell’universo. Sull’esempio dei Magi, con le nostre piccole luci, cerchiamo la Luce e custodiamo la fede”.
  • Benedetto XVI: “Celebriamo oggi l’Epifania del Signore, cioè la sua manifestazione alle genti, rappresentate dai Magi, misteriosi personaggi venuti dall’Oriente, dei quali parla il Vangelo di san Matteo. La luce di Cristo, che nella grotta di Betlemme è come contenuta, oggi si espande in tutta la sua portata universale”. Sempre Benedetto XVI: “Epifania vuol dire manifestazione di Gesù a tutte le genti, rappresentate oggi dai Magi, che giunsero a Betlemme dall’Oriente per rendere omaggio al Re dei Giudei, la cui nascita essi avevano conosciuto dall’apparire di una nuova stella nel cielo”.
  • Giovanni Paolo II: “La luce apparsa nel Natale allarga oggi l’ampiezza del suo raggio: è la luce dell’epifania di Dio. Ormai non sono più solo i pastori di Betlemme a vederla e a seguirla; sono anche i Magi, che, partiti dall’Oriente, sono giunti a Gerusalemme per adorare il Re che è nato. Con i Magi sono le nazioni, che iniziano il loro cammino verso la Luce divina”.
  • Paolo VI: “Il Natale è la festa del fatto, dell’avvenimento in se stesso, storicamente celebrato; l’Epifania è il giudizio, è il risultato del Natale, considerato com’è per noi, la rivelazione, l’apparizione del Messia, la manifestazione di Dio fatto uomo, il mistero di Cristo. L’Epifania è perciò la celebrazione della nostra accoglienza, della nostra adesione alla venuta del Signore fra noi; è, come dicevamo, la festa della fede, principio della nostra religione cristiana. È il nostro «sì» all’incontro con quel Cristo, ch’è nato ed apparso a Betlemme”;

Epifania: le origini storiche della Befana

Chiamata Barbasa a Modena, la Vecchia a Pavia, la Redodesa o Marantega a Venezia, Berola a Treviso, la Befana, caratteristica dell’Italia, meno conosciuta nel mondo, secondo la tradizione è una vecchietta che vola su una scopa logora per far visita ai bambini, nella notte tra i 5 e il 6 gennaio, riempendo le calze lasciate appese al camino o vicino alla finestra: i bambini che durante l’anno si sono comportati bene, ricevono caramelle, dolci, frutta secca e piccoli giocattoli, mentre i monelli ricevono carbone. Nella dodicesima notte dopo il Natale, nell’antichità si celebrava la morte e la nascita della natura.

I Romani credevano che in quelle 12 notti, delle figure femminili volassero sui campi coltivati per propiziare la fertilità dei futuri raccolti. Secondo alcuni era Diana, dea lunare della cacciagione e della vegetazione, a guidare quelle cavalcate notturne, seguita da figure simili a quelle che, nel Medioevo, vennero additate come streghe. Secondo altri la Befana era associata a Sàtia, dea della sazietà, o ad Abundìa, dea dell’abbondanza. Un’altra ipotesi collega la Befana con l’antica festa romana di Giano e Strenia, durante la quale ci si scambiavano regali.
Alcuni ritengono la vecchina si ricolleghi alla figura mitologica germanica di Houda o Berchta.

Epifania 2018: i principali festeggiamenti in Italia

Tanti i riti e le usanze in giro per l’Italia.
In piazza Bra, a Verona, si tiene il tradizionale e suggestivo rogo “Brusa la Vecia”; a Roma, Piazza Navona, la notte tra il 5 e il 6 gennaio è piena di bancarelle e tutti attendono che la Befana faccia visita a grandi e piccini.
A Bologna si tiene il Corteo dei Re Magi con numerose persone in costume, un gregge di pecore, guerrieri romani a vallo e i tre Re Magi che, sui loro cammelli, partendo da Piazza VIII Agosto, arrivano a Piazza Maggiore a rendere omaggio al Bambino Gesù nella capanna allestita sul sagrato della chiesa di San Petronio e, al termine della giornata, si possono ammirare i fuochi d’artificio sulla scalinata del Pincio, in via dell’Indipendenza.
Corteo dei Re Magi anche a Milano, in Piazza Duomo.
I Re Magi, majorette e bande musicali raggiungono la Basilica di Sant’Eustorgio dove si celebra la tradizionale offerta davanti al presepe vivente.
Imperdibile la regata delle Befane di Venezia.
Celebre la Cavalcata dei Re Magi per le strade del centro storico di Firenze, la tradizionale Festa Nazionale della Befana di Urbania, nelle Marche, il Panevin nella provincia di Treviso, il Raduno Nazionale delle Befane e dei Befani a Fornovo Tano, in provincia di Parma.
Spettacolare la discesa della Befana dal campanile a Pistoia, col salvataggio della vecchietta più famosa d’Italia grazie al provvidenziale arrivo dei Vigili del Fuoco, mentre a Mondovì, in provincia di Cuneo, si tiene il Raduno Aerostatico internazionale dell’Epifania.
A Savona, invece, la Befana vien da Mare, cioè raggiunge dal mare il porto cittadino per la distribuzione di doni e dolci ai più piccoli.

Tantissimi i dolci tipici: tra i più noti, i Befanini toscani, biscotti di pasta frolla coloratissimi, aromatizzati al rum o all’anisetta, con scorza d’arancia grattugiata.
A Venezia si prepara la Pinza o Pinsa de la Marantega: si tratta di un pane dolce poco lievitato, fatto di farina bianca e gialla, uvetta,grappa, fichi secchi, pinoli e arancia candita.
A Cuneo si prepara la focaccia della Befana, dalla forma a margherita, un dolce con burla, al cui interno, durante la lavorazione, vengono inserite nell’impasto una fava bianca (chi la trovera dovrà pagare la focaccia) ed una nera (chi la trova dovrà pagare il vino). A siena si preparano i cavallucci, tondi e spolverati di zucchero a velo le cui origini affondano nelle cronache medicee: gli ingredienti sono farina, miele, anice, pepe, zenzero e noci, con l’aggiunta di canditi e mandorle. Nelle Marche sono chiamati pecorelle.
Il dolce tipico, per gli italiani, è il carbone dolce, le cui origini affondano nelle tradizioni pagane: in questo periodo venivano costruiti grandi falò per il rinnovamento della terra, le cui braci vengono richiamate da questo dolce.

Epifania: i principali festeggiamenti nel mondo

Tanti festeggiamenti dell’Epifania nel mondo: in Spagna, ad esempio, si tengono cortei dei Re Magi, a bordo di carri decorati, che portano doni ai bimbi buoni mentre, e fuori dalle case si lasciano leccornie e bevande per il loro ristoro, oltre a una scarpa dove i tre lasciano i regali.
In Ungheria sono i bambini a travestirsi da Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, sfilando per le strade, bussando di porta in porta per ricevere in cambio una moneta.
In Gran Bretagna quella del 6 gennaio è chiamata “la dodicesima notte” e, secondo la leggenda, in tale giorno si risvegliano gli spiriti che si nascondono nell’agrifoglio per far scherzi ai malcapitati.
In Germania, in occasione dell’Epifania, si svolge la tradizionale cerimonia della benedizione delle case.
In Irlanda l’Epifania è il Natale delle donne, giorno in cui le donne si dedicano alle amicizie e al divertimento, mentre figli e mariti si occupano di disfare le decorazioni natalizie.
In Francia per la ricorrenza si usa preparare un dolce con, all’interno, come portafortuna, una fève, una fava. Chi la troverà, sarà eletto/a re o regina per un giorno. Nel Nord del Paese, dal XIV secolo, si mangia, per l’occasione, la galette de rois, tagliata in tante fatte per quanti sono gli invitati più una. Nel Sud si prepara una brioche a forma di corona, decorata con frutta candita e zucchero.

Secondo il calendario ortodosso, in Russia il 6 gennaio si celebra il Natale ed i regali sono portati da Padre Gelo, accompagnato da Babuska, una simpatica vecchietta che lo aiuta nella distribuzione dei doni.
In Islanda, il giorno dell’Epifania viene chiamato “il tredicesimo giorno”.

Tra i tanti dolci tipici dell’Epifania nel mondo, troviamo il Roscon de Reyes in Spagna, originario del Portogallo, dove si chiama Bolo de Roi, la ciambella soffice dei Re Magi alla cui preparazione di base vengono aggiunti limone e mandorle per l’impasto, frutta candita e zucchero a velo per le decorazioni.
Il dolce è conosciuto anche in Messico: al suo interno viene nascosto un Bambin Gesù in plastica chi lo troverà dovrà invitare tutti i presenti alla merenda del 2 febbraio per la Candelora “la festa che tutte le altre porta via”.
In Francia si usa consumare la celebre gallette de Rois, ripiena di marmellata ma anche di crema frangipane o frutta.
In Svizzera per l’Epifania si prepara il dreikönigskuchen, un dolce realizzato da tante diverse “palline” assemblate insieme. Come molti dolci della Befana, anche al suo interno viene inserito un piccolo regalino. In Grecia si prepara la Vasilopita, un pan brioches arricchito con mandorle e semi di sesamo che all’interno contiene una moneta.

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