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LOCRIDE: LA “CORONA”, UNA STRUTTUTRA DI ‘NDRANGHETA E NON DI MASSONERIA

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La “Corona” è un organismo intermedio che fa parte e opera all’interno della ndrangheta. E’ quanto scrivono i giudici della Cassazione nelle motivazioni del processo “Saggezza”, depositate nei giorni scorsi. La sentenza della prima sezione penale riguarda la posizione di 7 imputati. Per 4 sono state confermate le condanne disposte in appello: Nicola Romano ( 17 anni 8 mesi), Nicola Nesci (15 anni), Bruno Bova (10 anni)e Rocco Pollifroni ( 10 anni). Pena rideterminata in 10 anni e 2 mesi per Massimo Siciliano e annullamento con rinvio per un nuovo giudizio di secondo grado per Giuseppe Raso e Antonio Spagnolo. Il maxiprocesso “saggezza” è nato dalle indagini dei Carabinieri di Locri che hanno individuato l’esistenza di una struttura denominata “Corona” o “Sacra Corona” composta da soggetti provenienti da cinque “locali” riferibili alle municipalità di Antonimina, Ardore, Canolo, Ciminà e Cirella di Platì
Le motivazioni della Cassazione risalgono ad intercettazioni in cui tra i conversanti risultavano riferimenti alle cariche dei vertici della Corona e affrontavano questioni organizzative di rilievo per la ‘ndrangheta.
La corte d’appello di Reggio Calabria, basandosi sulla convergenza di apporti istruttori tramite dichiarazioni rese note da alcuni contribuenti, afferma che la “Corona” si configura come “una struttura tipica di ‘ndrangheta e non di massoneria”.

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