Mer. Lug 28th, 2021

Non più il semplice ruolo di assistenza logistica ai latitanti, “le donne hanno conquistato spazi importanti” nelle attività criminali della ‘ndrangheta protagoniste di viziose attività legate al traffico di stupefacenti e alla riscossione del pizzo’”. E’ stato Francesco Rattà, dirigente della squadra mobile di Reggio Calabria, a delineare il ruolo delle donne nella criminalità organizzata calabrese, intervenendo al convegno ‘Investigare 2.0 – Passato, presente e futuro nella lotta alla criminalità’, in corso a Roma alla Scuola superiore di Polizia’. Ruoli sempre più importanti che ingabbiano’ anche chi vuole uscire dal circuito criminale. “Non assistiamo ancora a fenomeni di massa di ribellione, fino a questo momento registriamo solo episodi singoli di donne che scelgono di collaborare con la giustizia per fuggire da quel mondo”, aggiunge l’investigatore. Una strada rischiosa, se si pensa che “il codice della ‘ndrangheta prevede la morte per questo genere di trasgressioni. Ci sono stati infatti casi di femminicidi di ‘ndrangheta e di suicidi”.

 
 

(AdnKronos)

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