Pd, Graziano si presenta: «Sono qui per riportare la normalità»

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Il commissario inizia il giro di incontri con i rappresentanti dem della regione. «Il primo obiettivo? Allargare la partecipazione alle primarie del 3 marzo». No comment sulla ricandidatura di Oliverio: «Non è un tema all’ordine del giorno». Arrivano i primi dati delle convenzioni: Zingaretti attorno al 70%

Stefano Graziano si presenta in leggero ritardo al primo incontro ufficiale da commissario regionale, ma dimostra da subito di avere le idee chiare: «Il mio primo obiettivo è ricostruire un percorso politico, allargando la partecipazione per le primarie del 3 marzo. Su questo serve un lavoro comune per ricostruire una normalità democratica successivamente». Il programma dei lavori prevede un primo vertice con i segretari provinciali per poi proseguire, in serata, con i consiglieri regionali.
Graziano, dunque, inviterà tutti i dem calabresi a concentrare gli sforzi sul prossimo appuntamento delle primarie nazionali, per poi avviare il cammino verso il congresso regionale. Sul quando, tuttavia, Graziano non si sbilancia. Né affronta il tema forse più spinoso: la ricandidatura del governatore Oliverio alle prossime Regionali. Il commissario prende tempo: «Non è un tema all’ordine del giorno. Oggi ricominciamo un percorso per allargare la partecipazione alle primarie. Il percorso successivo lo faremo dopo il 3 marzo».

Il commissario conferma di aver sentito telefonicamente il presidente della Regione: «Ho parlato con tutti. Questi dialoghi sono la norma per chi arriva in un territorio e deve definire i percorsi».
Graziano invita a non considerare la sua presenza come una punizione: «Il partito nazionale ha scelto il commissario perché non si è celebrato il congresso regionale, non perché ha voluto operare scelte in modo arbitrario. C’era l’impegno a fare il congresso, non è stato fatto e quindi è stato deciso il commissariamento. Se non si rispetta una regola, bisogna procedere in una logica di sussidiarietà: bisogna cioè che qualcuno prenda in mano la situazione e che il partito crei le condizioni normali di svolgimento, né più né meno. Su questo punto non drammatizzerei, né realizzerei condizioni enfatiche».

IL DOCUMENTO Nel frattempo, però, i circoli calabresi sono in fibrillazione. E stanno votando in massa un documento fortemente critico rispetto alla decisione di commissariare il partito; un testo in cui, soprattutto, vengono rivendicati i risultati ottenuti dall’amministrazione Oliverio. I dem, in particolare, chiedono espressamente la ricandidatura del governatore. Si vedrà.
Per il momento c’è un partito da riorganizzare. Lo sa bene il segretario provinciale di Vibo Vincenzo Insardà, che a pochi minuti dall’incontro con Graziano professa realismo: «Non mi aspetto niente di particolare dal commissario. È venuto qui per cercare di portare il partito al congresso e io spero che ci siano le condizioni per farlo nel più breve tempo possibile, perché la Calabria ha bisogno di avere un quadro dirigente che nasca dal dibattito. Le colpe per il commissariamento non si possono dare solo a Roma, sono molteplici. Era giusto fare il congresso regionale».
Luigi Guglielmelli, responsabile della Federazione cosentina, si augura che Graziano «metta in pratica il mandato di Roma: quello di avviare subito le procedure congressuali e di fare in modo che, da qui a breve, i dem calabresi possano avere segretario e organismi legittimamente eletti. Se lavoriamo bene e rimettiamo ordine nel partito, il Pd potrà riavere il consenso dei calabresi». Sulla stessa falsariga Gianluca Cuda, segretario catanzarese: «Da Graziano mi aspetto una valutazione sullo stato di salute del partito e che possa far terminare al più presto il commissariamento».

PRIMI DATI CONGRESSO Intanto proseguono le convenzioni dei circoli calabresi e i primi dati confermano risultati quasi bulgari per Nicola Zingaretti, dato attorno al 70%. Quasi ultimate le operazioni nel Cosentino, dove hanno già espresso il loro voto il 90% dei circoli. Qui la mozione Zingaretti è al 68%, seguita da quella di Martina (24,5%), Giachetti (3,2%), Saladino (3,1%), Boccia (1,1%) e Corallo (0,1%).
Concluse le votazioni nel Crotonese: Zingaretti (71,1%); Martina (24,1%); Giachetti (2,3%); Saladino (1,59%); Corallo (0,26%); Boccia (0,20%).

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