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Reggio, il consiglio comunale dice “No” al fascismo

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La maggioranza vota un ordine del giorno per ricordare la matrice antifascista dell’Italia. Un voto dopo il saluto romano del consigliere forzista Dattola. Falcomatà: «Non è stata una goliardata»

A ventiquattro ore dal saluto romano con cui il consigliere di Forza Italia Lucio Dattola ha deciso di rispondere all’appello chiamato dalla segretaria comunale Giovanna Acquaviva, dentro e fuori il consiglio comunale non si placano le polemiche.

CONTENIMENTO DEL DANNO? Probabilmente sorpreso dal polverone, già dal pomeriggio di ieri Dattola ci ha provato a buttare acqua sul fuoco. A mezzo social e stampa, ha prima tentato di suggerire che non si trattasse DI un saluto fascista, sottolineando come avesse usato persino il braccio sbagliato. Ma sconfessato da una nuova e più chiara ripresa video, che permette di apprezzare un palese sbattere di tacchi e un chiarissimo «A noi» con cui ha risposto all’appello, il consigliere di Forza Italia sembra aver deciso di cambiare tattica. E di usare bastone e carota. Mentre assicurava urbi et orbi di aver già chiesto ai suoi legali di occuparsi della vicenda, si è affrettato a sottolineare come quel gesto non fosse altro che una «para-goliardata».
Strategie che sembrano smentirsi l’un l’altra, ma che in ogni caso non sembrano aver convinto la maggioranza a lasciar cadere il tema. Al contrario.

ODG CONTRO IL FASCISMO In consiglio comunale il centrosinistra si è presentata con un ordine del giorno durissimo, definito in fretta nel corso di una riunione di maggioranza in mattinata, e difeso dal sindaco Giuseppe Falcomatà con parole ancora più dure. «Quel gesto richiama ad una delle pagine peggiori vissute dal nostro Paese, dall’Europa e dal mondo intero. Tutto quel che ha portato alle leggi razziali e alle colpe di di essere diverso dall’atro. Noi quest’ordine del giorno lo facciamo per affermare un principio sacrosanto: la diversità è fonte di ricchezza», ha detto Falcomatà, che ha respinto al mittente i tentativi di minimizzazione di Dattola e del centrodestra tutto.

«GOLIARDATA? NO, GESTO INEQUIVOCABILE E INACCETTABILE» «Non possiamo liquidare il tutto come una semplice goliardata perché non assolveremmo al nostro dovere di rappresentanti delle istituzioni», ha spiegato il sindaco, che ha messo in guardia dal clima di odio e intolleranza crescente in Italia e in Europa. «Tante cose non possono passare inosservate come i muri che s’innalzano, come le deportazioni che avvengono come le suddivisioni tra uomini e donne per portare via persone dai campi profughi, dagli Sprar e tutto il resto». Per questo, ha affermato «non possiamo consentire che le Istituzioni possano far passare come normale un gesto inequivocabile che la storia ha condannato, che la nostra Costituzione ha condannato e che noi nelle scuole dobbiamo continuare a far raccontare affinché non si realizzi mai più».

INFORMARE, (RI)STUDIARE, DENUNCIARE Magari qualcuno lo ha dimenticato, per questo con l’ordine del giorno approvato oggi l’amministrazione ha deciso di regalare a tutti i consiglieri una copia della Costituzione «al fine di rileggere o leggere quali siano i principi e i valori fondanti per il nostro Paese» e di avviare nelle scuole della città «specifiche iniziative sugli abomini del regime fascista e per la promozione della cultura della tolleranza e dell’accoglienza», ma soprattutto ha chiesto all’Avvocatura civica di verificare «se sussistano profili di reato integranti la fattispecie di apologia del fascismo».

LA DIFESA DI DATTOLA A metà fra il mesto e l’indignato, Dattola si è scagliato contro l’ordine del giorno definito «minaccioso, un atto ad personam», lamentando il clima avvelenato del consiglio comunale, che finirebbe per strumentalizzare «atti paragoliardici come quello che è successo ieri».
Ma da politico navigato non ha dimenticato di fare leva sulle ben note differenze nella litigiosa maggioranza, sottolineando «non so quanti fra di voi siano d’accordo con quest’iniziativa», per poi tirare per la giacca l’assessore Zimbalatti, di recente finito al centro delle polemiche per un infelice (e razzista) post sui tifosi catanzaresi. «A Zimbalatti, con il quale sono stato anni allo stadio e di cui conosco la passione calcistica, l’ho assicurato. Da noi non arriverà una parola» ci ha tenuto a dire il consigliere di Forza Italia all’imbarazzato assessore, che nei giorni scorsi ha tentato di giustificare il post incriminato con una misteriosa incursione di estranei nei suoi account social.

PAROLA ALL’AVVOCATURA Ma finito l’intervento, il consigliere non ha atteso di sapere se e in che misura le sue parole avessero fatto breccia fra i banchi della maggioranza. Al momento della votazione dell’odg la minoranza aveva appena lasciato l’aula. Ma la storia potrebbe non essersi conclusa, perché adesso l’ultima parola toccherà all’Avvocatura civica e alla Segreteria comunale che ai quesiti posti dal Civico consesso dovranno dare risposta.

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