TENDOPOLI, SU PUNTA ALL’CCOGLIENZA CON I BENI CONFISCATI ALLA NDRANGHETA

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Gli incontri alla prefettura di Reggio Calabria si ripetono di continuo per risolvere in modo definitivo il problema della tendopoli di San Ferdinando. Il pensiero fisso del prefetto Michele Di Bari è quella di mettere un punto finale alla vicenda. Degrado e abbandono devono finire. E all’incontro a palazzo del governo a Reggio c’erano un po’ tutti, dai sindaci della Piana, ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, alla protezione civile, all’azienda sanitaria locale, l’Agenzia del demanio, la Regione, ma la novità rilevante è stata la presenza del rappresentante dell’Agenzia del nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Infatti una delle strade che sta seguendo il prefetto per porre fine al disagio degli oltre 1500 immigrati presenti attualmente nella baraccopoli è l’utilizzazione di beni confiscati alla ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro. In base agli impegni già assunti la Regione Calabria è pronta a finanziare opere di ristrutturazione di immobili confiscati e su questo è stata già effettuata una ricognizione.

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