CASO SISSY, COSTITUITA COMMISSIONE D’INDAGINE: PRESTO NEL CARCERE DELLA GIUDECCA PER ISPEZIONE

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Il giallo di Sissy Trovato Mazza, l’agente di polizia penitenziaria ferita gravemente nell’ascensore dell’ospedale civile di Venezia, è fatto passare in una primo momento come un tentato suicidio, inizia a prendere un forma diversa. Perché le istituzioni a questo punto ci vogliono vedere chiaro capire cosa è veramente successo quel giorno e soprattutto qual è il contorno di questa vicenda che si è tinta di giallo fin dai primi momenti dell’accadimento. Sissy, in servizio nel carcere femminile veneziano della Giudecca, è morta il 12 gennaio dopo due anni di agonia in seguito ad un colpo di pistola partito dalla sua arma di ordinanza.

“Per la prima volta dall’inizio di questa tragica storia, il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Francesco Basentini ha avviato formalmente una serie di accertamenti interni, autorizzati dal pubblico ministero come previsto nei casi di indagini in corso, per la verifica e l’approfondimento delle segnalazioni e delle denunce che Sissy aveva fatto e di altre questioni di natura amministrativa”. È il sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, ad annunciarlo in una dichiarazione alla stampa. In queste immagini lo vediamo al funerale di Sissy lo scorso 22 gennaio venuto appositamente a rappresentare il dicasstero guidato da dal ministro Alfonso Bonafede.

La commissione è stata istituita da qualche giorno, una volta ricevuta l’autorizzazione dalla Procura e ha tutti i poteri delle commissioni di indagine, comprese le richieste di documentazione e l’attività ispettiva. “I componenti – osserva il sottosegretario – possono fare quello che ritengono opportuno e riferiscono direttamente al capo del Dipartimento. Ci aspettiamo – precisa – arrivi a conclusione nel più breve tempo possibile ma comunque entro il mese di febbraio.”

Nel frattempo,  il sostituto procuratore della Repubblica di Venezia Elisabetta Spigarelli ha aperto un fascicolo d’indagine contro ignoti, per induzione al suicidio. Il padre di Sissy aveva recentemente rinvenuto una lettera in cui l’agente distanza alla Giudecca denunciava di aver saputo di “fatti molto gravi” avvenuti all’interno del carcere. Nei giorni scorsi è arrivata la smentita del direttore della casa circondariale, Gabriella Straffi e la successiva durissima replica del Comitato civico per Sissy per bocca di Giuseppina Pinto che si chiedeva del sospettoso silenzio in questi due anni del direttore.

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