GIOIA TAURO VERSO LE ELEZIONI: LA CORSA A PALAZZO SANT’IPPOLITO ANCORA NEL SEGNO DELLE DIVISIONI

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Al momento sono ufficiali solo Alessio, Zagarella e Cangemi. Il centrodestra converge su D’Agostino, il Pd naviga a vista.

Così come avvenne nel 2014, il primo turno delle amministrative dovrebbe essere accorpato alle elezioni europee. Ci sarebbe già una data ufficiosa: domenica 26 maggio, con eventuale ballottaggio previsto quindi per il 9 giugno. Per l’ufficialità manca soltanto il disco verde del Viminale.
Dunque, tutti pronti. O quasi. Nella città del porto, ultimo aspirante sindaco è il famoso scalatore Lino Gangemi, già promotore senza troppa fortuna del “Movimento delle 12 scimmie” che appoggiava alle scorse elezioni Rosario Schiavone. Non sappiamo se nel frattempo tra i “primati” della prima qualcuno si sia estinto, ma probabilmente pensano di poter sopperire al gap darwiniano e tentare la metamorfosi. Il profilo politico di Cangemi non è chiaro, sembra che con lui non ci sarà Roberto Irrera: ad oggi mancherebbe una sintesi sulle liste. Irrera, candidato alla Camera nel 2018 con CasaPounf (289 preferenze), potrebbe scendere in campo in prima persona, magari con il supporto di Fratelli d’Italia di Vincenzo Bagalà.
C’è poi l’ex consigliere provinciale Raffaele D’Agostino che dovrebbe tenere intorno a sè tutta la “vecchia guardia”, quel mondo che dal 2001 in poi occupa il campo del cosiddetto centrodestra e che si è riorganizzato dopo due anni passati sottotraccia. D’Agostino ci proverà con due liste, ma al riparo dei soliti noti che saranno presenti direttamente o indirettamente dovrebbero entrare anche delle personalità “nuove”.
L’area vicina all’sindaco Bellofiore che nele 2015 era riuscito a superare di pochi voti il candidato Zappalà non ha ancora deciso cosa fare. Ambisce al simbolo dei 5 stelle ma molto difficile. In pole Salvatore Nardi e Monica Della Vedova.
Ha già ufficializzato la sua candidatura anche Nicola Zagarella, sempre in prima linea in difesa del suo personaggio e del movimento “Città vivibile”. Male che vada, strapperà un posto da consigliere per poi andare ai tavoli della politica regionale.
Si incrociano invece in modo inverso i destini dell’ex sindaco Pedà e dell’aspirante Cangemi: mentre quest’ultimo è sceso dall’Himalaya per tentare la scalata al Comune, alcuni danno l’attuale consigliere regionale -da sempre in Forza Italia – in altura, sempre più lontano da Gioia. E’ ormai chiaro che dopo la sfiducia ha lasciato completamente il campo occupandosi solo di questioni regionali.
In casa “democrat” si punterà ancora sull’esterno Puccio? A livello locale ci sarebbe il giovane ingegnere Peppe Romeo che aveva fatto una veloce sortita, subito rientrata.
Il favorito obiettivamente resta Aldo Alessio, in corsa con due liste civiche. La candidatura della preside Russo è ormai una suggestione chiaramente abortita. Così come non esisterà anche stavolta il mito che aleggia del famoso professionista pronto a sacrificarsi per il bene della città.
Infine Francesco Toscano, con i suoi tratti per alcuni un po’ visionari, continua ad insistere con la rivoluzione culturale e il 21 a Gioia aspetta addirittura l’ambasciatore cinese…

PEDA’ ORMAI DEFILATO. IRRERA VA DA SOLO ?
Accanto alle (poche) certezze, vale a dire Aldo Alessio, Nicola Zagarella e da qualche giorno Lino Cangemi, sono tente le incognite verso il voto per le Amministrative di primavera. A destra, si sarebbe consumata una spaccatura tra Cangemi e Roberto Irrera (CasaPound), che potrebbe correre da solo o con l’appoggio di Fratelli d’Italia. In mezzo al guado il gruppo che fa riferimento all’ex sindaco Renato Bellofiore, “folgorato” da Tosi mentre una parte dei guarda al Movimento 5 Stelle: Nardi e Della Vedova i nomi più gettonati. Infine, c’è il “caso” dell’ultimo sindaco democraticamente eletto Giuseppe Pedà: diventato consigliere regionale di FI, si è ormai totalmente disinteressato della politica cittadina.

DOMENICO LATINO (Gazzetta del Sud)

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