Mar. Gen 19th, 2021

Incontro bipartisan promosso da Bevacqua a Lamezia. Presenti anche Tallini e i sindacati. Il consigliere regionale: «Non dobbiamo arretrare di un millimetro»

«Da Lamezia Terme si alza, forte, il grido d’allarme su quell’autonomia differenziata che, finalmente, dopo tanto silenzio, sta guadagnando il centro dell’agenda mediatica nazionale dopo le divergenze emerse, nell’ultimo Consiglio dei ministri, fra Lega e 5stelle». È quanto si legge in una nota di Mimmo Bevacqua, consigliere regionale del Pd e leader di Zonadem, che ha chiamato a raccolta colleghi consiglieri, sindaci, sindacati, forze sociali, Anci e Upi per fare sintesi e proporre la Calabria come apripista di un battaglia che intende coinvolgere tutte le regioni del Sud. «Il rischio di una messa in crisi dell’unità nazionale – dichiara Bevacqua – è reale e non si può assistere passivi: le richieste di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, centrate sul legame fra risorse e gettito tributario dei territori, esclude il fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante». «Perché mai il cittadino di una Regione ricca avrebbe diritto a una sanità e a una istruzione più ricche, mentre il cittadino di una Regione povera avrebbe diritto a una sanità e a una istruzione più povere?», si è chiesto proprio Bevacqua. Ed ecco perché, nella sala del Grand Hotel lametino, hanno inteso partecipare Massimo Covello e Umberto Calabrone, rispettivamente di Fiom e Cgil e Tonino Russo numero uno della Cisl. I sindacati sono pronti, infatti, a mobilitarsi, non solo in Calabria. «Senza mezzogiorno non c’è Paese, non c’è Italia», non a caso è stato il leitmotiv dei protagonisti. 
Insieme a Bevacqua, anche Mimmo Tallini, di Forza Italia, a testimonianza che, sul tema e sulla questione non esistono, al momento, colori politici. E poi Pino Greco, segretario di Articolo1; Flora Sculco altra collega regionale e Seby Romeo, capogruppo del Pd a Palazzo Campanella.

«Tutti uniti e pronti – prosegue la nota – a rivendicare spazi, ognuno per le proprie competenze, verso una mobilitazione mai finora realmente partecipata». E se Franco Iacucci, presidente della provincia di Cosenza, ha voluto rimarcare il fatto che non si tratta solo di un problema economico e finanziario, tra sanità, trasporti, scuole e via discorrendo; per Gianluca Callipo, presidente Anci Calabria, tutti gli amministratori devono impegnarsi al raggiungimento di uno stop alla legge ed alle intenzioni di Lega e nordisti. «Bello il paragone con la Germania dell’Ovest e quella dell’Est – continua Bevacqua – prima della riunificazione storica. Due velocità diverse, quelle. Eppure hanno saputo trovare un punto di equilibrio senza lasciare traccia delle differenze tra una parte e l’altra. Così dovrebbe essere, per usare le parole del capo dello Stato Mattarella, anche la nostra Italia. La domanda emersa è stata anche un’altra: si è ancora in tempo per svegliare ogni coscienza critica e dimostrare che la Calabria, per non parlare della Campania della Basilicata o della Puglia, sono capaci di proporre energie fresche e libere, tali da proporre un intero Mezzogiorno maturo e consapevole?». 
Bevacqua e tutti gli intervenuti, coordinati dal giornalista Francesco Mannarino, ritengono di sì. La proposta, unanimemente accolta è stata quella di un coordinamento permanente che conduca, da subito, una unitaria battaglia di civiltà.

«Non è solo una questione di risorse. È anche una questione di competenze. La cosa più sciocca che potremmo fare, dopo l’ultimo CdM, è pensare che sia tutto a posto, che i rischi della secessione mascherata siano svaniti, che le Regioni interessate rinuncino al progetto autonomista e che, soprattutto, la Lega rinunci a ciò che la sua base storica pretende da sempre. Noi non dobbiamo arretrare di un millimetro e, anzi, dobbiamo rilanciare: la nostra richiesta di azzerare il procedimento in corso rimane ferma. Il regionalismo va ripensato tutto e in maniera organica, non attraverso trattative segrete fra Governo e singole Regioni», il monito del consigliere Mimmo Bevacqua.

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