LE POLEMICHE SULLA TRAP DEL NIPOTE DEL BOSS

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Video musicale con armi girato per le strade di Rosarno. Il sindaco condanna il testo

Un video musicale in cui si vedono alcuni ragazzi di Rosarno con armi pesanti ed un altro che si fa chiamare Glock 21 – come la pistola – e canta inneggiando che a loro «non li fotte nessuno» e che sono i «numeri uno», sta suscitando polemiche in Calabria. Oggi il sindaco di Rosarno Giuseppe Idà è intervenuto sul video, che secondo alcuni sembra inneggiare alla ‘ndrangheta (per quanto sia possibile “leggere” i testi della trap), «a nome della maggioranza dei rosarnesi che mi onoro di rappresentare» per «condannare con forza il discutibile contenuto del testo».
Nel video, pubblicato pochi giorni fa su youtube, il cantante, Domenico Bellocco, fresco diplomato, nipote di un boss della cosca Bellocco, canta in stile trap, dicendo, tra l’altro, «Rosarno è il nostro paese, non è il mondo che piace ma frate, è il mondo nostro. Non scherza la mia gente, ti riduce all’osso».
«Il ritornello della pseudocanzone – afferma il sindaco – recita ‘siamo i numeri Uno’. In realtà i numero uno sono quelle ragazze e quei ragazzi impegnati nello studio, nel volontariato, nello sport e nell’associazionismo sociale. Quei cittadini che credono nella cultura, nella legalità, nel rispetto reciproco e nelle regole della civile convivenza. Sono quelle persone che col loro impegno quotidiano alimentano la speranza di vivere in un Paese finalmente libero dal giogo della ‘ndrangheta e le sue malefatte. Sono loro i nostri numeri uno! Ostentando ricchezza ed inneggiando all’uso di armi e violenza, non fate altro che rappresentare una Città nella quale regna il caos e la cultura della sopraffazione».
«Rosarno – conclude il sindaco – non è quello che avete tentato di rappresentare e non ha bisogno di ulteriore cattiva pubblicità. Ai giovani della mia città dico studiate e impegnatevi con onestà e sacrificio per raggiungere i vostri traguardi, state alla larga dal mito dei facili guadagni e ambite a un futuro fatto di legalità». Su youtube sono numerosi i commenti al video, molti dei quali di condanna. C’è anche, però, chi sottolinea che il testo si limita a fotografare la realtà.

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