MONASTERACE, PROCESSO ‘CONFINE 2’: CHIESTO L’ERGASTOLO PER GIUSEPPE COSIMO RUGA

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Il sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria Giovanni Calamita ha chiesto la condanna alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno della durata di 18 mesi per Giuseppe Cosimo Ruga. Secondo l’accusa, infatti, sarebbe stato proprio lui il mandante dell’omicidio del fratello Andrea. E’ questo quanto emerso nel corso della requisitoria del processo denominato “Confine 2”. Richieste di condanne, inoltre, sono state avanzata della Dda reggina anche nei confronti di altri 9 imputati alla sbarra, per un totale di oltre 60 anni di reclusione. Tra le richieste più alte quella di Giorgio Vertolo, 18anni e Vincenzo Emanuele 15 anni di carcere.
L’operazione fu condotta da oltre cento militari del Gruppo Carabinieri di Locri, con l’ausilio di unità cinofile, dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” che diedero esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, dal GIP presso il Tribunale nei confronti di 14 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, omicidio, danneggiamento, rapina, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, lesioni personali, intestazione fittizia di beni, delitti tutti aggravati dalla circostanza dell’agevolazione mafiosa della cosca “Ruga”, nonché detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nella circostanza furono, altresì, effettuate numerosissime perquisizioni personali e domiciliari nei confronti degli stessi arrestati.
Tale attività investigativa è stata denominata “Confine-2” proprio perché ha visto concentrarsi l’impegno dei militari del Nucleo Investigativo del Gruppo di Locri, nei territori dell’alto Jonio Reggino a cavallo del “confine” con la provincia di Catanzaro.
Le indagini iniziarono a seguito del brutale assassinio di Ruga Andrea, avvenuto nel gennaio 2011 a Monasterace, delitto inquadrato sin da subito dagli investigatori dell’Arma come un regolamento interno alla cosca RUGA. Infatti dalla complessa ricostruzione svolta dagli inquirenti è emerso che a volere la morte del RUGA Andrea sarebbe stato proprio il fratello Cosimo Giuseppe, il quale, una volta terminata la lunga detenzione e ritornato in libertà aveva ripreso a pieno titolo le redini della cosca, decidendo quindi di eliminare il fratello Andrea , con il quale vi erano forti divergenze circa le modalità di gestione degli affari illeciti della cosca e che comunque era da questi visto quale suo antagonista al punto da ritenerlo capace di minarne il potere mafioso e di leaderschip.
Il processo è stato aggiornato al prossimo 13 febbraio, data in cui discuteranno le parti civili e inizieranno le prime arringhe difensive.

ALESSANDRA BEVILACQUA|redazione@telemia.it

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