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PORTO GIOIA TAURO, DOPO GLI ANNUNCIATI LICENZIAMENTI LA POLITICA PRENDE POSIZIONE

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Dopo gli annunciati licenziamenti di Mct, il terminalista che gestisce il porto di trashipment di Gioia Tauro, la politica regionale prende posizione. I primi a prendere carta e penna sono i consiglieri di Palazzo Campanella Alessandro Nicolò, di Fratelli d’Italia e Giovanni Aruzzolo. “Serve mettere- sostiene Nicolò –  in atto una serie di azioni nevralgiche, da tempo solo annunciate, prima fra tutte l’attuazione dell’Accordo di programma quadro firmato nel 2016, ‘condicio sine qua non’ per il rilancio e lo sviluppo dell’intera area che, altrimenti, rischia di scivolare verso un declino inarrestabile, vero punto di non ritorno”. È inammissibile quello che sta accadendo al Porto di Gioia Tauro – dichiara il consigliere regionale Arruzzolo –  Dopo il licenziamento di 377 lavoratori nel 2017 la società terminalista dello scalo ha annunciato alle organizzazioni sindacali che da qui alle prossime settimane sarà attivata la procedura di licenziamento collettivo in attesa della definizione dei giudizi davanti al giudice del lavoro”.

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