REGIONE: OLIVERIO COMPATTA (PER ORA) LA MAGGIORANZA E CELEBRA IL “SUO” POR

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Il governatore rivendica l’inversione del trend nella spesa dei fondi europei. E ringrazia i tecnici della giunta. L’opposizione attacca: «Irregolarità, pagamenti a rischio». La replica: «Riguardano la vecchia programmazione». Speranze per la legge sulla doppia preferenza: sarà discussa nella prossima seduta

In uno dei momenti più difficili del suo governo, forse il peggiore, Mario Oliverio rivendica, pur senza «trionfalismi», i risultati ottenuti nella spesa delle risorse europee. La vigilia della nuova seduta del consiglio regionale non prometteva nulla di buono per il presidente: nei corridoi di Palazzo Campanella si mormorava di possibili defezioni dei consiglieri dissidenti e dell’opposizione, con il fine di far mancare il numero legale. L’inizio dei lavori e la presenza di quasi tutti i componenti del centrosinistra (assenti solo Guccione e Bevacqua) ha invece dimostrato che la maggioranza, almeno formalmente, tiene ancora, malgrado l’addio definitivo dei Moderati.
Oliverio ha così potuto passare all’incasso e riprendere fiato. Il “tagliando” fatto alla spesa del Por, illustrata dal vicepresidente Francesco Russo, ha permesso al governatore di rivendicare quanto fatto negli ultimi quattro anni. «Siamo riusciti a invertire il trend, oggi la Calabria è nel gruppo di testa delle regioni italiane ed è la prima del Sud per la spesa certificata, che ha implicazioni nell’economia reale», ha detto il governatore. Che non ha esitato ad assestare anche una piccola stoccata a tutti quei malpancisti della maggioranza che, ormai da tempo, chiedono una presenza politica nell’esecutivo regionale, oggi composto esclusivamente da “prof”: «Posso dire grazie alla giunta e ai tecnici che hanno lavorato con me».

MEMORIA STORICA Per Oliverio è «importante non perdere la memoria storica». Una premessa che gli consente di passare in rassegna il modo in cui, nel passato recente e lontano, sono stati usati i fondi dell’Europa: «La costante – ha sottolineato – è stata sempre l’incapacità di utilizzare le risorse. Negli ultimi tre mesi dalla scadenza dei programmi, in zona Cesarini, si assisteva alla rincorsa dei presidenti che facevano il giro delle sette chiese per evitare di perdere le risorse. È capitato anche a me, quando sono arrivato nel dicembre 2014. La Calabria aveva impegnato il 47% del programma 2007-2013 e rischiava di perdere 850 milioni di euro. Oggi discutiamo del 2014-2020 e portiamo i dati del 2018. Noi abbiamo ottenuto questi risultati in soli due anni. Nessun trionfalismo, ma stiamo parlando di un trend che è cambiato rispetto a una consuetudine che era diventata senso comune: “Ci sono problemi e si perdono le risorse”».
Oliverio ne ha anche per i tre capigruppo Parente (Fi), Gallo (Cdl) e Orsomarso (Misto), che avevano diffuso una nota in cui si faceva riferimento a irregolarità nella programmazione che metterebbero a rischio i pagamenti (qui la polemica). «Irregolarità? C’è un clima da campagna elettorale permanente. Attenti ad alzare polveroni, perché quelle irregolarità non riguardano la programmazione attuale, ma quella precedente».
«La Calabria – ha poi aggiunto Oliverio – può essere soddisfatta di questo tagliando: stiamo dimostrando che le risorse si possono utilizzare bene. Abbiamo spostato l’asse: da una caratura assistenziale a una protesa ad alimentare lo sviluppo. Abbiamo bisogno di sfatare la leggenda che le risorse destinate al Sud finiscono nel pozzo di San Patrizio degli sprechi. La sfida delle classe dirigenti del Meridione è questa. Noi ci siamo cimentati in questa sfida dimostrando che è possibile utilizzare le risorse per produrre l’avanzamento del territorio».

I DATI È toccato a Russo parlare di cifre, diffuse per mezzo di tabelle che certificano uno stato di avanzamento di 461 milioni, pari al 21%. L’obiettivo di spesa al 31 dicembre 2019 è invece di 713 milioni, pari al 116% del target. Un focus particolare è stato dedicato alla spesa relativa ai singoli assi: Innovazione: 59 milioni, con 347 imprese sostenute; Sviluppo: 54,9 milioni, con il completamento della banda ultralarga per 165 Comuni; Competitività: 41 milioni, con 314 pmi beneficiarie di progetti di internazionalizzazione; Efficienza energetica: 90 milioni, con due grandi progetti metropolitani (Catanzaro-Germaneto e Cosenza-Rende) e 222 Comuni finanziati per la riduzione dei consumi energetici; Prevenzione dei rischi: 78 milioni, per 138 progetti per il contrasto all’erosione costiera e al rischio idrogeologico; Tutela del patrimonio ambientale: 105 milioni, con 216 interventi per la gestione efficiente dei rifiuti; Mobilità: 104 milioni, con la realizzazione della Gallico-Gambarie e della elettrificazione della tratta Rogliano-Cosenza; Occupazione sostenibile: 50 milioni, per 2.171 soggetti ammessi ai percorsi di inclusione lavorativa; Inclusione sociale: 21 milioni, con 24 Comuni finanziati per i progetti di edilizia sociale; Istruzione: 33 milioni, con 600 istituti scolastici finanziati per le nuove dotazioni tecnologiche; Capacità istituzionale: 4,5 milioni.
«Abbiamo alzato l’asticella sui controlli di spesa di tutti i programmi», ha spiegato Russo, che ha anche ricordato come «tutto il credito d’imposta sia a carico della Regione Calabria, che è prima in Italia». Il vicepresidente ha inoltre ribadito «la necessità di fare ricerca» e la crucialità del 2019, anno in cui dovranno essere messi insieme «i punti cardine della nuova programmazione». Ma sempre tenendo presente che il Por (due miliardi in 7 anni) può solo modificare il trend: per le rivoluzioni servono altri investimenti.

«NON CI FANNO LAVORARE» Alessandro Nicolò (FdI) ha sferrato un altro attacco alla giunta: «Nessun atto relativo al Por è stato depositato in Consiglio. Ho chiesto ufficialmente una relazione con i report necessari per studiare una tematica di così elevata importanza. Non ci è stato consentito, ai consiglieri regionali non viene permesso di lavorare».

«BLOCCO PAGAMENTI» La presa di posizione più dura è proprio quella dei capigruppo di minoranza, secondo cui, nonostante «il solito valzer trionfale del presidente Oliverio e del suo centrosinistra», dalla Commissione europea emergerebbe che «la situazione della Calabria, nel suo rapporto con gli investimenti di matrice comunitaria, sarebbe tutt’altro che florida». Dai controlli di primo e secondo livello «sarebbero venute a galla anomalie, errori e irregolarità varie, tali da poter condurre al blocco dei pagamenti».
«Non stiamo tratteggiando l’Eldorado, ma di sicuro la direzione imboccata dal 2014 è quella giusta. Questa Regione ha finalmente deciso di investire sui giovani, sui talenti e sulle competenze. Ora abbiamo l’obiettivo di mettere il turbo», ha replicato Giuseppe Aieta. Che ha fatto anche chiarezza sulla mancata celebrazione della seduta della commissione Bilancio dedicata alle assunzioni di Sorical: «È stata rinviata, nessun retropensiero. Il presidente (lui stesso, ndr) non aveva concordato il giorno e l’ora con i commissari (di Sorical, ndr), la responsabilità è sua».
«L’opposizione non entra nel merito rispetto a performance che vedono la Calabria seconda per qualità della spesa e, finalmente, non più ultima. I dati sono dati, numeri asettici: se c’è un +20% nelle esportazioni, vuol dire che ci siamo dovuti riprendere dal de profundis degli anni precedenti», ha rimarcato Giuseppe Giudiceandrea (Dp).

DOPPIA PREFERENZA E INTEGRAZIONE Intanto, trapelano alcune indiscrezioni sul programma del prossimo Consiglio, fissato per il 12 marzo: dovrebbero essere discusse le leggi sulla doppia preferenza di genere, attesa ormai da quasi un anno, e l’integrazione degli ospedali di Catanzaro.
Spazio anche per la polemica di Giuseppe Pedà, deluso per il nuovo slittamento dell’ordine del giorno sulla Zes di Gioia Tauro: «Prendo atto del fatto che non lo discuteremo mai, non abbandono l’aula solo per coerenza».

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