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Servizi ferroviari, Musmanno: «Ecco i fatti e i numeri della Regione»

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L’assessore alle Infrastrutture commenta il rapporto “Pendolaria” di Legambiente”: «La realtà è diversa, messi in campo consistenti investimenti»

«Le analisi statistiche, se coprono lunghi periodi di tempo, danno un quadro tutto da valutare e verificare, e in questo caso è stato rappresentato un quadro della Calabria che oggi non è affatto la realtà». Lo sostiene l’assessore regionale alle Infrastrutture, Roberto Musmanno, commentando i dati contenuti nel periodico rapporto “Pendolaria” di Legambiente, che ha evidenziato una serie di criticità per quanto riguarda i servizi ferroviari in Calabria. «La versione della Regione è ben diversa ed è corroborata da fatti, da dati e da numeri», spiega Musmanno, che poi fa il punto della situazione, sul piano generale ma anche soffermandosi su alcuni singoli aspetti affrontati dal dossier di Legambiente. «Parto dal 2015, anno in cui – prosegue Musmanno – si è insediata l’attuale Giunta: dal 2015 i servizi ferroviari di interesse regionale sulla linea jonica sono aumentati di 1300 chilometri treno per ogni giorno feriale in più. Questo significa che dal 2015 non abbiamo tagliato nemmeno un treno ma ne abbiamo inseriti altri. Per quanto riguarda i servizi nazionali – prosegue l’assessore regionale – dal 2016 al 2017 esiste sulla linea jonica un secondo Intercity che copre la tratta Reggio Calabria-Taranto, in aggiunta ai servizi esistenti». Musmanno cita quindi «gli investimenti ferroviari fatti sulla linea jonica, per la quale abbiamo programmato 477 milioni per interventi che sono già iniziati la scorsa estate, interventi che comportano l’ammodernamento di tutto l’armamento, con l’adeguamento del binario agli standard europei, la riqualificazione di stazioni, l’eliminazione dei passaggi a livello, e infine l’elettrificazione della linea. Tutti questi interventi e queste opere sono già iniziati lo scorso anno: nel 2023 si prevede di completare tutto, inclusa l’elettrificazione». L’assessore affronta anche il “nodo” del materiale rotabile, osservando che «già due anni fa noi come Regione abbiamo assunto un impegno finanziario per il rinnovo di tutto il materiale rotabile. La domanda che ci viene posta è: perché ancora non si vedono? Perché la procedura che abbiamo seguito prevede di utilizzare – come stanno facendo altre Regioni – una precedente gara europea di Trenitalia, e questa operazione presuppone la chiusura di un contratto di servizio a 15 anni tra Art-Cal, cioè l’ente di governo del trasporto pubblico locale in Calabria, e Trenitalia. Un contratto – rileva Musmanno – che, nonostante le nostre buone intenzioni, non riusciamo ancora a chiudere – anche se speriamo di farlo nei prossimi mesi – perché oggi c’è una distanza ancora considerevole tra la disponibilità finanziaria messa a disposizione dalla Regione per avere servizi finanziari adeguati richiesti a Trenitalia, e l’offerta formulata da Trenitalia. C’è questo gap: poiché stiamo firmando un contratto per 15 anni, non vogliamo firmare una cambiale in bianco e non vogliamo vincolare la Regione e le future generazioni a spendere un euro in più di quanto sia strettamente necessario. Quindi, da buoni padri di famiglia, stiamo cercando di trattare con Trenitalia – ed è una trattativa tosta che stiamo facendo da mesi – per strappare le migliori condizioni possibili, perché le condizioni che oggi propone Trenitalia non sono soddisfacenti sotto il profilo economico». Musmanno parla anche del gateway ferroviario di Gioia Tauro, rispetto al quale – rimarca – «sono in corso in queste settimane le ultime trattative con il ministero delle Infrastrutture: tutta la parte regionale prevista è stata completata, ora siamo al tavolo con il ministero per chiudere, cosa che dovrebbe avvenire abbastanza rapidamente. Noi – spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture – siamo dell’idea di cedere tutta l’infrastruttura nella disponibilità di Rfi, compresa la stazione di San Ferdinando: lo abbiamo scritto, stiamo aspettando di poter chiudere l’accordo a livello nazionale e di essere convocati ai tavoli nazionali». Altra infrastruttura sotto al lente di “Pendolaria” è la linea Catanzaro-Lamezia: «E’ un progetto – precisa Musmanno – che fa parte di un programma con Rfi, programma che si è chiuso, quindi Rfi deve iniziare le lavorazioni sulla tratta. Piuttosto, prevediamo di fare un focus specifico sul collegamento stradale tra stazione centrale e aeroporto di Lamezia Terne, perché all’interno di questo programma abbiamo previsto risorse importanti per poter agevolare il collegamento nell’attesa di sposare la stazione sotto l’aeroporto sulla linea alta velocità». Infine, il dossier di Legambiente evidenziava come “tra Cosenza e Crotone, che distano solo 115 chilometri, non esiste un collegamento diretto, e serve quindi almeno un cambio e quasi tre ore di tragitto”, ma anche su questo punto l’assessore Musmanno specifica: «Faccio presente che le linee ferroviarie in Calabria sono su tracciati definiti, e che – giusto, per fare un esempio – ci vogliono sette ore da Roma a Pescara. Ricordo anche che tra Cosenza e Crotone il collegamento migliore resta la strada statale 107, perché in generale è evidente che il trasporto ferroviario non è l’unico servizio che garantisce tutti i collegamenti in tutte le aree e – aggiunge l’assessore regionale solo la combinazione dei servizi ferroviari e su gomma può servire a questo scopo e garantire a tutti i cittadini uguali possibilità, considerando le infrastrutture esistenti. Ovviamente, l’infrastrutture ferroviaria è questa: nessuno – conclude Musmanno – sta discutendo di realizzare nuove infrastrutture, ma stiamo ammodernando quelle esistenti».

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