Truffa per il fotovoltaico, nei guai il sindaco di Feroleto Antico

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Il processo nei confronti di Pietro Fazio e di altre tre persone avrà inizio il 15 aprile. Avrebbero raggirato una banca per l’erogazione di un bonifico di 1,4 milioni

Dovranno comparire davanti al giudice monocratico di Lamezia Terme il 15 aprile prossimo, per rispondere del reato di truffa, il sindaco di Feroleto Antico Pietro Fazio (nelle vesti non di primo cittadino ma di imprenditore), 40 anni, Giuseppe Fazio, 69 anni, di Feroleto Antico; Saverio Rotundo, 58 anni, di Catanzaro; e Andrea Mazzei, 40 anni, di Miglierina. Secondo le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Lamezia Terme, coordinate dalla Procura guidata da Salvatore Curcio, gli imputati avrebbero, tramite artifici e raggiri, indotto l’istituto di credito “Monte dei Paschi di Siena Leasing&Factory” a erogare un bonifico di 1.446.500,00 euro, somma che avrebbe dovuto incassare la società “Bisotech srl” fornitrice di un impianto fotovoltaico. 
I fatti contestati agli imputati hanno inizio a ottobre 2012, quando, tramite contratto, la “Gapi immobiliare srl” di Lamezia Terme, rappresentata da Pietro Fazio, commissionava alla “Bisotech srl” di Cosenza la realizzazione di un impianto fotovoltaico della potenza di 990 Kilowatt picco, da realizzare in località Fundaco frustato nel Comune di Feroleto Antico, per il corrispettivo di 1milione 305mila euro con iva la 10% con pagamento del leasing erogato direttamente alla Bisotech, società fornitrice dell’opera.
Un anno dopo, a ottobre 2013, Andrea Mazzei, dipendente della “Tecnoleasing” srl – società mandataria della “Monte dei Paschi di Siena Leasing&Factory” – contattava il legale rappresentate della Bisotech chiedendo di emettere fatture nelle quali attestava di avere ricevuto dalla “Gapi Immobiliare srl” (nella quale Rotundo è legale rappresentate e Giuseppe Fazio è collaboratore di fatto), il pagamento del corrispettivo per la costruzione dell’impianto fotovoltaico anche se in realtà non aveva ricevuto che un anticipo di 200mila euro. Mazzei avrebbe indotto in errore il legale rappresentate della Bisotech «facendogli credere – è scritto nel capo di imputazione – che ciò era necessario per la definizione della pratica leasing. A questo punto il rappresentate della Bisotech emetteva due fatture da 350mila euro, datate 2 luglio e 12 luglio 2013, e una fattura da 375mila euro, datata uno agosto 2013. Le fatture venivano poi rimodulate, su chiesta di Mazzei, in due fatture datate settembre 2013. 
A questo punto veniva tratto in errore l’istituto di credito “Monte dei Paschi di Siena Leasing&Factory” al quale venivano presentate le fatture per i lavori eseguiti, ma mai pagati alla Bisotech srl, e un falso estratto bancario intestato alla “Gapi Immobiliare”. Questo induceva “Monte dei Paschi di Siena Leasing&Factory” ha emettere un bonifico bancario di 1.446.500,00 euro a favore della “Gapi immobiliare” la quale si sarebbe procurata l’ingiusto profitto di 1.046.738,58 euro e avrebbe creato un danno dello stesso importo alla Bisotech srl.

PIETRO FAZIO E LA DICHIARAZIONE INFEDELE Pietro Fazio è inoltre accusato di dichiarazione infedele sulla base della nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi. Fazio è accusato, infatti, quale legale rappresentante della “Gapi Immobiliare”, di avere dichiarato per l’anno 2013 un volume d’affari inferiore a quello effettivo, al fine di evadere le imposte sui redditi. Avrebbe infatti dichiarato 54mila euro omettendo di citare l’importo di 1.046.730,85, evadendo così l’Ires (imposta sul reddito delle società) calcolata per una cifra pari a 287.853,18 euro.
Due le persone individuate come parti offese in questo procedimento: il legale rappresentante della Bisotech e l’Agenzia della entrate, ufficio di Lamezia Terme.

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