A LAMEZIA TORNANO I COMMISSARI

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Accolta la richiesta dell’Avvocatura dello Stato contro l’annullamento della decisione del Tar del Lazio che aveva riportato Mascaro alla guida della città. Il 21 aprile si discuterà la domanda cautelare presentata dai legali dei componenti della giunta comunale. Il sindaco su Fb: «Vergognatevi tutti»

Ritornano i commissari al Comune di Lamezia Terme. La decisione è stata presa dal Consiglio di Stato che ha così accolto il ricorso presentato dall’Avvocatura di stato contro l’annullamento deciso dal Tar del Lazio lo scorso 22 febbraio. Un pronunciamento quest’ultimo che aveva riabilitato l’amministrazione comunale e riportato al Palazzo della Città Paolo Mascaro.
Ora dopo la decisione del Consiglio di Stato viene disposto l’immediato reinserimento della commissione straordinaria che era stata nominata lo scorso 24 novembre del 2017 e che ha retto il Comune fino al rientro di Mascaro. Il prossimo 11 aprile invece è stata fissata la discussione per la valutazione della domanda cautelare in sede collegiale del Consiglio di Stato presentata dai legali dei componenti della giunta Mascaro.
Dunque la situazione del Comune resta ancora appesa in attesa di quell’ultimo passaggio.

LE MOTIVAZIONI DEL CONSIGLIO DI STATO Nelle motivazioni messe nero su bianco per la decisione della sospensione dell’esecutività della sentenza del Tar Lazio il consigliere delegato Massimiliano Noccelli estensore della decisione elenca una serie di appunti. Su tutti che «i gravi fatti posti a fondamento della misura dissolutoria, annullata dalla sentenza oggetto della impugnazione in esame – si legge nel decreto – non sembrano essere stati correttamente valutati da detta sentenza nella loro natura sintomatica di una più che probabile ingerenza della ‘ndrangheta sulla vita politica e amministrativa dell’ente locale nel suo complesso, anche indipendentemente dall’appartenenza dei consiglieri eletti alla maggioranza o alla minoranza, come emerge, del resto, pure dalla lettura della sentenza n. 1800 del 7 agosto 2018 del Tribunale di Lamezia Terme (v., in particolare, pp. 9-10) in ordine all’incandidabilità di taluni dei consiglieri eletti nel 2015».
Ma non solo sul piano del periculum in mora, che sottolinea il consigliere delegato « la gravità di tali fatti evidenziati dalla relazione ministeriale e della Commissione di indagine, molti dei quali emersi nel corso della operazione di polizia giudiziaria “Crisalide” e altri, invece, in sede di accesso, impone in questa sede di prima sommaria delibazione cautelare, nella comparazione tra l’interesse, da un lato, alla prevenzione delle ingerenze mafiose nella vita politica e amministrativa locale e, dall’altro, quello all’espletamento del mandato elettorale da parte del sindaco e dei consiglieri eletti dalla collettività locale, l’immediato reinsediamento della Commissione straordinaria, nominata con il d.P.R. del 24 novembre 2017, per la gestione provvisoria del Comune di Lamezia Terme». Elementi che per l’estensore del decreto di sospensiva della sentenza del Tar dimostrerebbero tra l’altro «la possibile influenza delle associazioni mafiose sulla conduzione dell’ente» contestata dai ricorrenti. Aspetto questo «sarà oggetto di debito approfondimento da parte del Collegio, nel contraddittorio tra le parti, all’esito della prossima camera di consiglio, che viene fissata con il presente decreto cautelare». Che come si diceva si svolgerà il prossimo 11 aprile.

MASCARO: «VERGOGNATEVI TUTTI» Non si è fatta attendere la reazione del primo cittadino che in un post pubblicato sulla sua pagina facebook ha così commentato la notizia: «Vergognatevi tutti. Farisei, Ipocriti e mestieranti, finti assertori di legalità che violate ogni giorno. Vergognatevi tutti, finti servitori di uno Stato che quotidianamente massacrate. Potete anche denunciarmi, ma vi condannerà la vostra coscienza».

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