Bivongi: Completato il lungo restauro Riapre San Giovanni Therestis

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Dopo sei anni di restauri interni, ritorna fruibile nella sua interezza la basilica di San Giovanni Therestìs. La riapertura di questo gioiello bizantino-arabo-normanno del secolo XI è un vero regalo, che sarà ufficializzato in occasione della Pasqua ortodossa che sarà celebrata il prossimo 28 aprile.

Già i monaci ortodossi che vivono al monastero e custodiscono il culto del Santo Mietitore (Therestìs) hanno rimosso la parete in legno che divideva la navata dove, a ridosso, avevano sistemato l’altare, riportandolo nell’abside centrale dominato dall’affresco del Santo. Hanno ripulito il grande polielios, il lampadario che illumina la navata, e le pareti interessate dalle macchie lasciate dalle infiltrazioni d’acqua in tutti questi anni.

Finalmente, fedeli, turisti e studiosi potranno seguire comodamente le funzioni nell’ampia navata e non più ammassati in prossimità del nartece, visto che i monaci ortodossi erano stati costretti a sistemare l’altare nella parte non interessata dai lavori. Si potranno finalmente tornare ad ammirare gli affreschi bizantini riportati alla luce nel corso di questi sei anni di restauro.

Dopo i restauri degli anni 1980, 1990, 2000 e quello terminato adesso, il monastero di San Giovanni Therestìs è tornato al suo antico splendore presentandosi con due nuove celle esterne per i monaci che vanno ad aggiungersi alle preesistenti e una nuova stradina d’accesso alla grotta in cui pregava il Santo Mietitore.

Unico neo, il fabbricato del sec. XIX a ridosso dell’abside sinistra della basilica che non ha attinenza con l’architettura del monastero. Purtroppo, non può essere abbattuto perché la Soprintendenza ha puntato su un restauro conservativo e bisognerebbe avviare una pratica particolare presso il ministero dei Beni culturali per togliere il vincolo, anche perché la destinazione d’uso di quello definito un ex fienile dovrebbe essere un nuovo museo in cui esporre quanto è stato trovato nel corso di questi 40 anni di restauri e di scavi.

Alla prossima Amministrazione comunale – che uscirà dalle elezioni del 26 maggio – toccherà il compito di seguire le pratiche e provvedere alla sistemazione della strada che porta al monastero, che oggi versa in condizioni pietose.

UGO FRANCO

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