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DINAMI: E’ BUFERA SULLE BATTUTE DI GRILLO

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Non è andata giù a molti la provocazione lanciata da Beppe Grillo ai calabresi durante il suo spettacolo INSOMNIA (Ora dormo!) al Politeama di Catanzaro.
Tradurre la bassa partecipazione al reddito di cittadinaza della nostra regione con l’infelice battuta “o lavorate in nero o siete tutti della ‘ndrangheta” non ha affatto entusiasmato il pubblico del Politeama ma soprattutto non ha lasciato indifferenti i cittadini del paese più povero d’italia, Dinami, citato direttamente da Grillo all’esordio del suo show per non aver presentato alcuna domanda alla misura sussidiaria varata dal governo Conte.
Dopo la risposta a tono sui giornali in cui il sindaco Ciccone smentiva Grillo riferendo dell’inoltro di 25 domande, la questione è stata portata anche nelle aule comunali dove il consigliere Dimasi ha proposto di dare mandato all’esecutivo per difendere la comunità dalle pesanti accuse del comico genovese. Una proposta alla quale si è unita tutta l’assemblea: “i cittadini di Dinami e tutti i calabresi non sono né lavoratori in nero né mafiosi, sappiamo bene che c’è tempo fino al 31 marzo per presentare la richiesta del reddito di cittadinanza e soprattutto, anche se è un comico può fare battute ma fino a un certo punto. Pertanto, ha chiosato Dimasi, se ci sono le condizioni bisogna difendere il nostro paese anche attraverso un’eventuale azione giudiziaria”.
Le frecciate infuocate degli amministratori, poi, hanno riguardato anche il parlamentare Riccardo Tucci originario di Dinami e il segretartio generale della Cisal Franco Cavallaro che in qualità di primo cittadino ha guidato la comunità offesa per diversi anni: “un silenzio assoluto che mortifica ancora di più”, ha dichirato Ciccone in riferimento al mutismo dei rappresentati parlamentari della comunità.
Un coro di sdegno, dunque, che unanimamente ha deciso di dare mandato alla giunta per avviare tutte le azioni necessarie a difesa dell’onore e della dignità del comune; “nelle parole di grillo intravedo i requisiti, ha concluso il sindaco, per una querela per diffamazione in luogo pubblico e di conseguenza a mezzo stampa”.

FRANCESCA CLEMENO|redazione@telemia.it

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