Elezioni San Luca. A tu per tu con il commissario Gullì.

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di Anna Laura Tringali

 

Era il 2013 quando il comune di San Luca fu sciolto per infiltrazioni mafiose e commissariato. Da allora il Comune preaspromontano non è riuscito ad indicare un candidato sindaco ed a celebrare libere elezioni. Ben diversa risulta ora la situazione che vede scendere in campo come possibili primi cittadini diverse figure.

Ne discutiamo con un osservatore privilegiato, il commissario straordinario del Comune, Salvatore Gullì.

 

Il prossimo 26 maggio dovrebbe (finalmente) esserci lelezione del sindaco e del consiglio comunale. Quali sono i suoi pensieri a riguardo?

 

E’ venuto finalmente il momento di restituire il Comune ai cittadini di San Luca attraverso libere, civili e democratiche elezioni, per risanare le ferite del passato e far prevalere lo sviluppo, l’armonia e la condivisione sociale.

I cambiamenti non vengono mai da soli, impongono delle scelte anche ambiziose. D’altro canto impegnarsi per il bene del proprio paese ritengo sia la cosa più bella che possa capitare ad un essere umano.

E’ universalmente riconosciuto che il voto inteso come partecipazione attiva e trasparente alla vita pubblica, rappresenti una delle massime espressioni della sovranità popolare e della democrazia. La rinuncia al suo esercizio, per quanto motivata e giustificata da buone ragioni, appare ai più come rifiuto ad un diritto basilare sul quale si fonda qualsiasi ordinamento democratico e la qualità della convivenza civile.

Per questo è fondamentale che ognuno, nell’ambito delle proprie possibilità, testimoni il proprio impegno per affermare i valori della legalità, della libertà, e della responsabilità civile, concepiti non come sostitutivi o alternativi ma come integrativi e rafforzativi della democrazia rappresentativa.

 

 

 

Cosa si sente di dire ai cittadini?

 

Dico che le future elezioni rappresentano un momento cruciale per ridare certezza alla comunità e colmare un grave vulnus al principio della democrazia partecipativa sulla quale è imperniata la Costituzione italiana. La rinuncia al democratico esercizio del diritto del voto non è più accettabile, non ci sono giustificazioni, né sul piano etico né su quello sociale. Votare oltre che un diritto è un dovere civico di ogni cittadino.

Lo Stato non è un’entità astratta ma vive, si rinnova e trae linfa dalla testimonianza, dall’impegno e dalla solidarietà di ogni cittadino onesto.

 

 

In che clima crede si svolgerà la competizione elettorale?

 

Sono sicuro che nell’agone della competizione elettorale comunale non vi sarà un decadimento culturale e che il confronto sarà leale, civile e democratico, e che si manterrà sempre su toni pacati, basati sui  programmi e non sugli insulti, sulle violenze verbali, sui falsi proclami e sugli attacchi personali; auspico che si condividano, con entusiasmo progetti e speranze per ridare al paese il futuro che merita.

Infine, auguro che nella solidarietà e nell’unione di forze e opinioni diverse si realizzi un sogno comune.

 

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