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Emergenza sanità, Regione pronta a opporsi al decreto del governo

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Il presidente Oliverio aspetta l’emanazione del provvedimento per preparare la sua mossa. E difendere le poche prerogative che gli sono rimaste. Possibile un ricorso alla Consulta come avvenuto per l’Authority dello Stretto

Mario Oliverio non ha intenzione di lasciarsi “commissariare” senza combattere. L’annuncio di un imminente decreto del governo sull’emergenza sanitaria regionale ha turbato e non poco i sonni del presidente calabrese e dei suoi assessori, pronti a resistere con ogni mezzo legale pur di mantenere le prerogative in capo alla Regione.
Il decreto voluto dal ministro della Salute Giulia Grillo e condiviso dallo stesso premier Giuseppe Conte dovrebbe contenere «misure forti» per il ripristino della legalità e prevedere anche la rimozione dei vertici delle Aziende sanitarie e ospedaliere, la cui nomina è una delle poche prerogative rimaste al presidente della Regione dopo il commissariamento del settore, avvenuto ormai dieci anni fa.
Il ministro Grillo ha ingaggiato un vero e proprio braccio di ferro con Oliverio, una diatriba nata all’indomani delle nomine dei dg operate dal presidente calabrese senza una preventiva consultazione con i neo commissari governativi Cotticelli e Schael. La prova muscolare di Oliverio era stata interpretata da Grillo – che aveva anche diffuso un video al veleno contro il governatore (sotto) – come una vera e propria «dichiarazione di guerra». Il clima si è poi ulteriormente surriscaldato in questi giorni, in seguito allo scioglimento dell’Asp di Reggio per le infiltrazioni della ‘ndrangheta. L’acme dello scontro verrà giocoforza toccato con l’emanazione del decreto, che dovrebbe essere pronto da qui a pochi giorni.

LA REAZIONE DI OLIVERIO Oliverio, dal canto suo, non sembra essere disposto a subire le scelte del governo senza reagire. L’obiettivo è difendere le poche prerogative rimaste, ma per farlo servirà conoscere nel dettaglio i contenuti del nuovo provvedimento, in modo da stabilire la strategia difensiva più adatta. Tra lunedì e martedì è prevista una riunione della giunta nel corso della quale, con ogni probabilità, il vicepresidente Russo e gli altri assessori cercheranno di fare il punto, in attesa della decisione di mercoledì della Cassazione, che dovrà pronunciarsi sulla misura cautelare dell’obbligo di dimora a carico di Oliverio. Il presidente spera in un giudizio positivo che gli consenta di riassumere la totalità delle sue funzioni e di poter andare allo scontro con il governo da una posizione migliore rispetto a quella attuale.

IL PRECEDENTE Alla Cittadella, tuttavia, nessuno si illude circa il buon esito della battaglia. Di fronte al potere legislativo di governo e, in caso di conversione del decreto, Parlamento, la Regione ha ben pochi strumenti. Uno di questi è il ricorso alla Consulta, come già avvenuto in merito alla istituzione della nuova Authority dello Stretto, disposta «senza aver previsto alcun coinvolgimento delle regioni interessate, ed in particolare della Regione Calabria, essendo mancato l’esame in sede di Conferenza Stato-Regioni, passaggio ritenuto necessario dalla stessa Corte costituzionale». Uno scenario di questo tipo è dunque probabile anche in merito al nuovo – e per certi versi inedito – scontro sulla sanità. Per ora Oliverio sembra orientato all’attesa: solo dopo le decisioni del governo preparerà la sua mossa.
Intanto, quello che viene considerato un paradosso viene raccontato dai suoi assessori come fosse una storiella: «Con il regionalismo differenziato il governo, anche in ambito sanitario, vuole dare più poteri alle Regioni del Nord, ma al tempo stesso emana decreti per cercare di ridurre l’autonomia di alcune Regioni del Sud…».

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