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LETTERA DI SCIDONE, INFANGATO INGIUSTAMENTE SENZA ESSERE NEPPURE INDAGATO

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Giuseppe Scidone ha scritto alla nostra redazione:

Egr. Direttore,
vorrei renderLa edotta di un grave episodio che, purtroppo, ha coinvolto la mia persona e che merita di essere evidenziato, poichè quanto occorso a me potrebbe interessare altre persone.
Questi i fatti:
Mi chiamo GIUSEPPE SCIDONE, sono nato a Palmi il 01.11.1959, ho studiato a Polistena dove ho conseguito il Diploma di Perito Agrario.
In seguito ho frequentato l’Università di Firenze per poi stabilirmi in Francia e precisamente in Costa Azzurra, ad Antibes, dove ho sposato una donna francese conosciuta all’Università e dove vivo assieme a lei ed a due nostri figli.
Nella zona mi sono fatto apprezzare per i sacrifici che ho fatto, lavorando onestamente, iniziando dal settore immobiliare per poi proseguire con diverse attività imprenditoriali che mi hanno consentito di essere una persona molto conosciuta e stimata.
Queste attività mi hanno, altresì, consentito di ottenere una solida posizione economica, ma poichè ritengo che l’uomo debba anche elevarsi dal punto di vista morale e spirituale, ho sentito il bisogno di entrare in Massoneria – quella vera – quella chi ci consente di migliorarci e di essere sempre al servizio degli uomini, tant’è che ci chiamiamo “fratelli”.
Faccio anche parte dell’Ordine dei Templari per il mio attaccamento alla religione Cristiana; un Ordine antichissimo che è diffuso in ben oltre 70 nazioni, avente come riferimento la Chiesa.
Purtroppo queste mie appartenenze, per le quali mi spendo con grande spirito, hanno esposto la mia persona ad attacchi ingiustificati ed immotivati da parte di alcuni organi di stampa, che hanno interpretato il mio essere massone (cosa che non ho mai negato, anzi ne vado fiero), come appartenente a chissà quali logge segrete.
La vicenda nasce da una inchiesta portata avanti dalla Procura della Repubblica di Torino, denominata “Geenna”, relativamente a presunte collusioni tra ‘ndrangheta e massoneria.
Da sottolineare che il mio nome non è stato mai iscritto nel Registro degli indagati, in quanto la Magistratura, dopo accurate indagini ed intercettazioni telefoniche, è giunta alla conclusione che io non avevo commesso alcun reato per cui non risulto nemmeno indagato.
D’altronde io non mi sarei mai e poi mai addentrato in situazioni di natura illecita, sia per la mia specchiata moralità, che per il rispetto verso le istituzioni delle quali mi onoro di far parte.
Tengo a precisare che faccio parte di diversi gruppi ed associazioni legate alle Forze dell’Ordine, mirate al servizio ai cittadini, come Polizia Ecozoofila e membro simpatizzante dell’Associazione nazionale Carabinieri, nonchè delegato alle relazioni estere dell’Associazione nazionale Ministri e Parlamentari francesi.
Nonostante tutto quanto sopra evidenziato, i pregiudizi di alcuni organi di stampa contro la Massoneria, hanno trascinato il mio nome in una vicenda che non mi appartiene nel modo più assoluto, cercando di creare così gravi pregiudizi alla mia immagine.
Addirittura hanno ipotizzato che i miei frequenti viaggi tra la Costa Azzurra e la Calabria avessero chissà quali reconditi scopi, senza verificare che in Calabria abitavano i miei genitori e dove mio padre versava in gravi condizioni di salute.
Tutto ciò senza considerare che le mie origini sono calabresi e delle quali ne vado fiero.
La Calabria, oltre ad essere la mia terra natia, occupa un posto di primo piano nel mio cuore, tanto è vero che nelle mie attività imprenditoriali relative alla valorizzazione dei nostri prodotti culinari, mi avvalgo della professionalità di conterranei; quindi non il legame con la Calabria inteso in maniera negativa – come alludono coloro i quali hanno scritto ciò – e che dovrebbero solamente vergognarsi.
Insomma, una stortura della verità che non aveva giustificazione alcuna se non quella di “dare addosso al massone”, salvo poi a lavarsi le mani riportando l’unica verità stabilita, peraltro dalla Magistratura, scrivendo che comunque non sono indagato.
Ma hanno fatto tutto questo solo dopo aver alluso palesemente a situazioni lontanissime dal mio modo di vivere.
Ecco, Sig. Direttore quanto ci tenevo esporre.
Adesso lascio a Lei di fare l’uso che ritiene opportuno.
La ringrazio cordialmente.

In fede
Giuseppe Scidone

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