‘Ndrangheta: operazione “Spazio di Libertà”, condannati i fiancheggiatori dei latitanti

795

Sono stati tutti condannati i quattro imputati coinvolti nel processo nato dall’inchiesta “Sapazio di Liberta”. La sentenza è stata letta nella serata di ieri, dal presidente del collegio del tribunale di Palmi, Gianfranco Grillone, davanti agli imputati e ai loro difensori.
Il collegio ha condannato Giuseppe Trimboli a 6 anni di reclusione, Pietro Melito a tre anni, escludendo l’aggravante dell’agevolazione alla ‘ndrangheta; Achille Rocco Scutellà a 12 anni di carcere e Antonio Cutrì a 4 anni e mezzo.
Tutti gli imputati sono accusati di favoreggiamento della latitanza dell’ergastolano di Oppido Mamertina Giuseppe Ferraro e di Giuseppe Crea, figlio del boss di Rizziconi Teodoro, catturati dalla squadra mobile Reggina il 29 gennaio del 2016 e del favoreggiamento personale di un terzo latitante, Antonio Cilona, classe 1980, arrestato il 5 gennaio 2017
Nel luglio dello scorso anno gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura reggina nei confronti di 14 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, favoreggiamento personale nei confronti dei tre latitanti
Mirate attività di osservazione e pedinamento, supportate da un articolato reticolo di sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di individuare i mezzi di comunicazione tra i latitanti e i loro sodali.
Ieri sera il primo grado del processo per gli imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario, si è concluso con quattro condanne. Il Tribunale depositerà le motivazioni alla sentenza entro i prossimi 90 giorni.

Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.