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NECESSARIO GUARDARE AL FUTURO E METTERE IN SICUREZZA IL LUNGOMARE

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Le recenti precisazioni dei direttori dei lavori del lungomare , Ing, Catello Matarazzi e Ing. Antonio Longo hanno fatto chiarezza sul reale stato dell’arte che si andrà ad accompagnare alla ristrutturazione della “passeggiata sidernese”. Nella sostanza è confermato che i soldi per un completamento definitivo dell’opera e, soprattutto, per la salvaguardia totale della struttura dalla forza del mare non ci sono. O, se vogliamo essere piu’ precisi, i finanziamenti arrivati non bastano. Come gli stessi direttori dei lavori hanno evidenziato è stato preferito , giustamente, di provvedere, intanto, con priorità alla messa in sicurezza e alla difesa del lungomare piuttosto che alla realizzazione di opere accessorie come marciapiede ed illuminazione nel tratto terminale Nord. In questa ottica non sono state rimosse neppure le gabbionate a suo tempo istallate dai Consorzi di bonifica come strutture di protezione provvisorie e, senza entrare nei dettagli tecnici del valore di queste “gabbionate” e della loro resistenza a lungo termine resta la necessità – giusto quanto hanno affermato gli stessi direttori dei lavori – di intervenire con opportuni nuovi finanziamenti nel tratto interessato dalle citate gabbionate ” in quanto detta tipologia di strutture non può essere idonea a sostituire un’opera di difesa costiera definitiva”. Preoccupa d’altra parte una successiva affermazione degli Ing. Matarazzi e Longo quando scrivono che ” Ove mai tale raccomandazione dovesse cadere nel vuoto, c’è il fondato rischio che l’aereosol marino e il frangimento delle onde causate dalle mareggiate che si verificano con cadenza pressocchè annuale finiranno col lacerare il filo metallico di cui sono costituite le scatole dei gabbioni causando lo sversamento del materiale arido col quale sono state riempite sull’antistante arenile”. Insomma, per dirla in breve, c’è il rischio che dopo cinque anni di attesa per vedere “ricostruito” il lungomare, bisogna ancora affidarsi alla clemenza del tempo e auspicare che non arrivi un’altra mareggiata di notevoli proporzioni per evitare nuovi danni alla struttura, Non entriamo nel merito dell’aspetto estetico e della funzionalità del lungomare che per qualche tempo rimarrà privo di adeguata illuminazione e di rifinitura ottimale dei marciapiedi in quel tratto finale e non facciamo una tragedia se la larghezza degli stessi marciapiedi sarà minore, sperando che in un futuro piu’ o meno immediato queste problematiche si possano risolvere ma certamente mnon possiamo sottovalutare il rischio evidenziato dai due direttori dei lavori rispetto alla sicurezza della struttura. I cittadini di Siderno hanno ancora nella mente la visione devastante del lungomare di cinque anni addietro ed è ovvio che auspichino che si provveda al più presto alla messa in sicurezza definitiva della “passeggiata” sidernese. Ci viene naturale ricordare, a questo proposito, che pià volte da parte della Regione Calabria è stato annunciato un progetto di difesa costiera ( che interesserebbe, peraltro, molti comuni della fascia ionica reggina ) sulla base del quale – come affermano autorevoli tecnici – ogni pericolo potrebbe essere superato. A chi tocca rispolverare quel progetto che pare avesse già anche cospicui finanziamenti ? Giriamo questo interrogativo ai responsabili regionali ma, intanto, auspichiamo anche che si provveda a stimolare le autorità e gli enti preposti – come raccomandano Matarazzi e Longo – ad intervenire al piu’ presto per mettere in salvaguardia il tratto finale del lungomare di Siderno. Sarebbe un assurdo se dopo tanta attesa si verificasse qualche nuovo disastro.

Aristide Bava

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