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OSPEDALE DI LOCRI: PURE L’AMBULANZA GUASTA

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«Sarebbe da rivedere l’organizzazione del 118 articolata sulle postazioni di Locri, Bianco, Caulonia e Palizzi»

L’unica autoambulanza della postazione centrale del 118 dell’ospedale di Locri è guasta, e per trasportare un paziente cardiopatico all’ospedale “Pugliese” di Catanzaro si deve utilizzare un’autoambulanza privata. E si torna a parlare di rischio privatizzazione del servizio 118.

Dopo l’esposto-denuncia lanciato nei mesi scorsi dalla segreteria provinciale della Uil-Fpl, a rilanciare il grido d’allarme circa il pericolo che il servizio pubblico venga fatto morire per agevolare il rafforzamento di quello privato, sono gli operatori del settore del servizio 118 dell’ospedale spoke di Locri.

Da diversi giorni fanno presente ai vertici dell’Asp reggina l’urgente necessità di incrementare l’obsoleto parco delle autoambulanze della postazione locrese, ma fino ad oggi nulla è stato fatto in tale direzione. Ieri mattina, quando serviva unmezzo per trasferire d’urgenza un paziente dall’Utic di Locri all’ospedale “Pugliese” di Catanzaro, si è dovuto constatare che a disposizione non c’era nessuna autoambulanza dell’Azienda.

L’unica in dotazione alla postazione locrese era infatti inutilizzabile perché guasta, la qual cosa ha obbligato all’utilizzo di una autoambulanza privata che generalmente funziona da supporto e «alla quale – hanno spiegato gli arrabbiati operatori sanitari della postazione numero 1 dell’ospedale di Locri – l’ospedale deve comunque garantire a bordo il personale sanitario (medico e infermiere).

«Fino a venerdì scorso, anche se obsoleta (ha già superato i 300 mila chilometri) – scrivono – potevamo contare su un’autoambulanza. Ora che l’unico mezzo si è guastato non abbiamo più alcun mezzo pubblico funzionante per poter garantire gli interventi di emergenza-urgenza. C’è soltanto una autoambulanza privata che funziona da supporto. E ovviamente se anche l’autoambulanza privata deve partire per Catanzaro – il territorio resta privo di mezzi idonei per intervenire in caso di urgente necessità».

Nel raccontare la preoccupante situazione in cui versa il settore del 118, gli operatori, che hanno preferito non farsi fotografare per non incorrere nelle sanzioni previste dal vertice aziendale, hanno messo in discussione l’attuale organizzazione del 118 nella Locride, articolata su quattro postazioni di 118 (a Locri, Bianco, Caulonia e Palizzi), che deve garantire l’emergenza-urgenza in un ampio territorio comprendente 42 comuni molti dei quali interni e difficili da raggiungere.

A tal proposito gli operatori del settore evidenziano la necessità di rafforzare la vallata del Torbido «o spostando la postazione di Palizzi o creando una nuova postazione nell’area interna della vallata».

Un’altra “osservazione” riguarda l’insufficienza ed il tipo di autoambulanze presenti nelle postazioni. «Occorre – affermano – un’inversione di tendenza rispetto il sistema attualmente in funzione, organizzando il servizio del 118 in maniera che sia pubblico, e utilizzare le autoambulanze del privato soltanto come eccezionale mezzo di supporto come avveniva nell’organizzazione del servizio in vigore in precedenza».

Gli operatori del 118 evidenziano che adesso «in tutte le quattro postazioni, con eccezione per la postazione centrale di Locri dove fino a venerdì c’era un’autoambulanza dell’Azienda, sono utilizzate autoambulanze private alle quali, comunque l’ospedale deve garantire il personale sanitario necessario».

Gli operatori del settore si chiedono come mai l’Asp reggina nonostante le continue segnalazioni da parte degli operatori del 118 l’Azienda, «non abbia mai pensato di potenziare il parco autoambulanze attraverso l’acquisto e/o l’acquisizione con altre modalità (leasing), come ha fatto per acquistare oltre 50 “Panda” aziendali».

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