Reggio Calabria: la catena umana di solidarietà per la donna bruciata in auto dall’ex marito

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E’ancora ricoverata al Centro grandi ustioni di Brindisi la donna che la scorsa settimana, nei pressi del liceo artistico di Reggio Calabria, è stata bruciata dall’ex marito, il 42enne napoletano, Ciro Russo.
La donna, Maria Antonietta, che con l’incidente avrebbe riscontrato ustioni sul 70% del corpo, dopo essere stata soccorsa, portata negli ospedali Riuniti di Reggio, ma proprio in considerazione della gravità delle ustioni riportate, è stata trasferita nel centro specializzato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna, accortasi della presenza del marito, avrebbe provato a fuggire con una manovra repentina ma è finita con l’auto contro un muro. L’uomo, a quel punto, ha gettato liquido infiammabile all’interno del mezzo ed ha appiccato il fuoco. Dandosi alla fuga è stato poi rintracciato e catturato, in pieno centro città, nei pressi di una nota pizzeria.
Trincerato nel più assoluto silenzio, Russo è stato condotto in Questura.
Mentre a reggio calabria sabato ha avuto luogo la catena umana per manifestare solidarietà alla donna ancora ricoverata.
Presente a Reggio anche la figlia della donna: «Ve lo dico con il cuore in mano – ha detto la ragazza – al primo schiaffo dite di no. Non aspettate che arrivi il secondo o il terzo. La vicenda di mia madre non è la prima, e, purtroppo, non sarà l’ultima».
Alla manifestazione che si è svolta sulla scalinata del teatro Cilea ha partecipato anche il sindaco Giuseppe Falcomatà. “Vedo tante donne e pochi uomini – ha detto – e questi messaggi prima li dovremmo lanciare a noi stessi. La nostra vicinanza è qui e al suo ritorno, sarà sostenuta ed accompagnata dalle istituzioni».
«Mi ritengo fortunata di essere donna», giungono anche dalla Puglia, le parole di Maria Antonietta Rositani,« noi non ci dobbiamo mai arrendere e permettere a nessuno di spezzarci le ali, che sono poi quelle che fanno volare e sognare. Lo dobbiamo fare per noi, per le nostre famiglie e per i nostri figli. Lotterò e sto lottando affinché quello che è successo a me non accada a nessun’altra donna. Non ho parole per descrivere le sensazioni provate in quegli attimi ma sappiate che nel momento in cui mi è stato detto “muori”, io ho risposto: non muoio, vado dai miei figli!».

redazione@telemia.it

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