San Luca: a rischio la candidatura di Klaus Davi, nessuno firma la sua lista

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Candidatura a San Luca a rischio per il massmediologo Klaus Davi. Nonostante proprio qualche giorno fa abbia incassato gli elogi della cittadinanza per aver patrocinato l’apertura di uno sportello per il lavoro di Openjobmetis – iniziativa lodevole e giustamente rilanciata dai media nazionali che consentirà ai giovani sanluchesi di trovare più facilmente un impiego – la sua candidatura appare in salita. Secondo i bene informati, il giornalista – pur molto ben visto dalla popolazione – sarebbe sgradito ad alcune figure di ‘peso’ a San Luca. Alcune delle quali probabilmente ‘influenzate’ anche da certe famiglie della zona di Reggio Calabria, cui Davi ha riservato pesanti attacchi nei suoi video : video molto duri, per i quali sono anche fioccate citazioni in giudizio, querele e minacce dirette. Su una di queste minacce in particolare pende addirittura un processo presso il tribunale di Reggio Calabria, nei riguardi di due esponenti del clan.

L’ordine non scritto, si vocifera , sarebbe quello di non sottoscrivere nessuna delle 30 firme necessarie per fare una lista. Una prassi che in qualsiasi altro comune sarebbe normale e scontata, ma a San Luca no. Esporsi con un nome sgradito in certi ambienti che tiranneggiano il paese (stufo della prepotenza mafiosa) , può diventare rischioso anche per il cittadino più motivato, e nel paese delle faide uno prima di esporsi ci pensa cento volte. C’è quindi il rischio concreto che Davi non riesca a raccogliere neanche una delle firme necessarie per presentare la propria lista. Un fatto che, se vero, avrebbe sicuramente risonanza nazionale. Anche perché, solo un anno fa, Giulio Golia delle Iene documentò come oltre 450 cittadini (molti dei quali dipendenti comunali,) firmarono per manifestare la loro volontà di non avere un sindaco ma di continuare il commissariamento. Sarcastico il commento dell’inviato del prestigioso programma “il cuore dell’antistato si mobilita per sostenere lo stato e rinunciare alle elezioni.” Non proprio una eccelsa prova di democrazia per chi dovrebbe essere demandato a promuovere la sensibilità democratica in un paese in cui detta legge la mafia. Ma questa è solo una delle grandi ambiguità che purtroppo caratterizzano l’operato delle istituzioni in una terra completamente dimenticata da media e da politici .

Di Mario Modica

fonte SPOT AND WEB

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