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SAN LUCA, DAVI SCUOTE I POLITICI

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«Diano un segnale di senso civico, ponendo fine a ogni forma di omertà politico-istituzionale»

Sono davvero alte le possibilità che questa volta i cittadini di San Luca tornino alle urne per l’elezione diretta del sindaco, dopo sei anni di gestione commissariale. Al di là della presa di posizione di alcuni gruppi di cittadini e delle associazioni che operano in paese, sempre più convinti che non valga la pena presentare liste, vista la facilità con le quali poi le amministrazioni vengono attenzionate e poi sciolte, allo stato attuale e in attesa di un segnale da parte di qualche lista formata da cittadini tutti di San Luca, esistono due candidati a sindaco. E se entrambi saranno davvero ai nastri di partenza, uno dei due diventerà giocoforza primo cittadino, a prescindere dal numero dei votanti.

Sono, come ormai è noto, l’infermiere di Reggio Calabria Francesco Anoldo e il noto massmediologo di origine svizzere Klaus Davi

Proprio Davi ieri, in occasione di un convegno a Reggio Calabria sulla ‘ndrangheta, promosso tra gli altri dal presidente della Commissione antimafia, Nicola Morra, ai trenta e passa deputati e senatori calabresi ha parlato forte e chiaro: «Trovo amareggiante – ha detto – che le forze democratiche di questo Paese assistano alla possibile agonia istituzionale di intere zone d’Italia senza battere ciglio. Per questo mi rivolgo agli oltre trenta senatori e deputati calabresi affinché si candidino a San Luca e diano un segnale di senso civico, ponendo fine a ogni forma di omertà politico-istituzionale che ha caratterizzato queste zone per molti anni. Questo invito – ha aggiunto – lo faccio proprio oggi, in occasione del convegno contro la ‘ndrangheta, promosso tra gli altri dal presidente della Commissione Antimafia. Più che di convegni e seminari la Calabria avrebbe bisogno di politici che agiscano, che incidano concretamente sul territorio e che diano un segnale alla popolazione. I calabresi non ne possono più delle chiacchiere. Per questo faccio un appello affinché partecipino tutti alle prossime elezioni a San Luca che si terranno a maggio. Sono quattro anni – ha concluso Davi – che giro in lungo e in largo la Calabria per i miei servizi giornalistici. La gente non ne può più di chi si fa sentire solo quando deve fare arresti o sciogliere i comuni per mafia. Atti sacrosanti quando necessari, ma c’è bisogno anche di altro in Calabria».

Su questo ha ragione, Klaus Davi. La situazione di San Luca, senza sindaco da circa sei anni, non è stata mai presa in considerazione dai politici calabresi, che si sono tenuti sempre alla larga quando il paese era chiamato alle urne. Per poi visitarlo in pompa magna in occasione di manifestazioni meno importanti che avevano soltanto lo scopo della semplice e pura passerella. Gli ultimi? L’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi, che visitò San Luca in occasione dell’inaugurazione del nuovo impianto sportivo, l’ex ministro degli interni Marco Minniti che salì a Polsi per partecipare a un convegno sui problemi delle strade d’accesso, e l’attuale vice presidente del Consiglio Matteo Salvini, a San Luca il ferragosto 2018. Li rivedremo?

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