SANITA’: CONTI IN ROSSO PER LE ASP CALABRESI. TRA UNA SETTIMANA IL TAVOLO DI VERIFICA A ROMA

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Continuano a destare non poca preoccupazione i numeri della sanità calabrese soprattutto in vista del Tavolo di verifica per il giudizio sul 2018 che si terrà fra una settimana a Roma. Parla chiaro, a tal proposito, il verbale redatto due giorni fa in Cittadella dopo la riunione voluta dal subcommissario Schael con i presidenti dei collegi sindacali delle varie aziende: su nove, fra Asp e aziende ospedaliere, soltanto due non presentano il conto in rosso.
La preggiore tra le asp provinciali è quella di Catanzaro con -40,4 milioni; seguono poi quelle di Cosenza (-32,5) e di Crotone (-31,9). Non va certo meglio per l’asp reggina che, oltre a non presentare i bilanci del 2013, ha registrato un disavanzo di 21,6 milioni. In attivo solo Vibo con 8 milioni.
Situazioni simili riguardano poi gli ospedali; ad aprire la fila è ancora Catanzaro: il Pugliese-Ciaccio è a -27,7 e il Mater Domini a -20,9 milioni. 14 milioni in meno invece riguardano il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. In pareggio solo l’Annunziata di Cosenza.
A questa si aggiungono poi i dati della Ragioneria Generale dello Stato sul bilancio regionale che fanno segnare, tra l’altro, il superamento della copertura fiscale aggiuntiva di 28,4 milioni.
Una situazione per niente rassicurante che non fa ben sperare per l’appuntamento del 4 aprile: l’ipotesi più realistica è quella di un aumento delle aliquote Irap e Irpef e il blocco del turn over a meno che non si chieda, ammesso che Roma lo conceda, un “abbuono” al tavolo di verifica.
Che dire poi del rapporto con i privati? Sì, i tetti di spesa sono stati rispettati ma la struttura commissariale ha già rintracciato l’esistenza di casi molto delicati, anche a sfondo penale riguardante privati che “lucrano” in disegni criminosi approfittando di zone “opache”. Tutto in attesa del nuovo decreto per la sanità calabrese che dovrebbe conferire poteri speciali ai commissari e stanziare risorse per intervenire sulle strutture più fatiscenti.

FRANCESCA CLEMENO|redazione@telemia.it

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