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Santelli: «Noi continuiamo con Occhiuto. Ferro? Sorpresa dalle sue parole»

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Intervista alla coordinatrice berlusconiana: «Finora Wanda aveva sempre detto che quella di Mario è la candidatura ideale». La Lega? «Dichiarazioni da campagna elettorale». Gentile e Aiello? «Non mi risulta che facciano parte di Fi». Sulle Regionali: «Consiglieri di centrosinistra chiedono di passare con noi, ma dobbiamo evitare maionesi impazzite»

«Noi continuiamo con Mario Occhiuto». La coordinatrice calabrese di Forza Italia, Jole Santelli, torna a ribadire la candidatura del sindaco di Cosenza alla presidenza della Regione. E lo fa malgrado le recenti prese di posizione degli altri partiti di centrodestra, con ogni probabilità alleati di Fi alle prossime elezioni.
Wanda Ferro ha dichiarato di essere a disposizione per una sua eventuale candidatura…
«La dichiarazione di Wanda mi ha molto sorpreso. Abbiamo un rapporto di amicizia molto stretto, parliamo spesso, e finora non si era mai profilata una sua possibile candidatura. Anzi, ha sempre detto che il candidato ideale è Mario Occhiuto. Magari in questo momento c’è bisogno di un po’ più di visibilità…».
Anche la Lega  sembra pronta ad avanzare un proprio nome.
«Lo scoglio attuale sono le elezioni europee. Probabilmente, c’è il timore che il fatto di avere già un candidato porti un vantaggio a Fi. Quindi, ciascuno fa una campagna elettorale di tipo proporzionale, sottolineando l’importanza del proprio partito. È il gioco della politica».
Forza Italia ha dunque intenzione di continuare con Occhiuto?
«Perché no? Occhiuto è stato indicato da tutto il coordinamento regionale di Fi – di cui fanno parte tutti i parlamentari nazionali, tutti i consiglieri regionali, i sindaci e i presidenti di provincia –, cioè dall’organo più rappresentativo in assoluto. Riteniamo che sia una candidatura assolutamente valida, non solo per vincere, ma per governare. È ovvio che noi manteniamo la nostra posizione. Dopodiché, ovviamente, discuteremo con gli alleati. Ma in questi mesi non ho mai trovato un ostracismo rispetto al nome di Occhiuto».
Molti considerano questa candidatura una fuga in avanti.
«Noi siamo partiti da un incontro tenuto a Roma, alla presenza di Berlusconi e di Salvini, in cui la Calabria è stata assegnata a Fi. Questa è la premessa. Abbiamo fatto incontri e abbiamo indicato il nostro nome. Non capisco perché si parli di fuga in avanti. Per quanto riguarda Fi, il nome è quello di Mario Occhiuto. Rispetto agli accordi nazionali, mi attengo a quello che è stato l’accordo formale tra i leader di partito. Non mi sembra ci sia stata alcuna smentita. Ovviamente, nel gioco della politica, di fronte a una campagna proporzionale, ciascuno ha il diritto dovere di rivendicare la propria visibilità».
Una parte di Fi continua a essere ostile a Occhiuto. Il riferimento è all’area rappresentata dai fratelli Gentile e da Piero Aiello.
«Ma perché, loro fanno parte di Forza Italia?».
Ce lo dica lei.
«A me non risulta».
Loro invece ritengono di sì. Anzi, lamentano di essere stati esclusi dalle riunioni in cui si è decisa la candidatura.
«Se dobbiamo guardare i dati formali, l’unico che ha ruoli istituzionali è Pino Gentile. E mi sembra che sia vicepresidente del consiglio regionale in quota Ncd, non in Forza Italia. Non ha mai cambiato denominazione. Alcune volte la forma dovrebbe prevalere sulla chiacchiera».
E dunque, che avete intenzione di fare? Ci sarà un dialogo, oppure no? Non sarebbe più produttiva la via dell’aggregazione piuttosto che quella dell’esclusione?
«Si vedrà, dipende da come ci si comporta. Con alcuni di loro si parla tranquillamente. Io parto da un presupposto essenziale, visto che sento sempre parlare di faida in Forza Italia: il coordinamento, lo ribadisco, è formato da sei parlamentari, quattro consiglieri regionali, più i sindaci, eccetera. Questa non è Fi? Faccio un altro esempio. Alle elezioni provinciali di Cosenza, Fi ha presentato una sua lista, mentre Gentile ne ha presentata un’altra, in accordo con Iacucci (il presidente riconfermato, ndr). Quindi, diciamo che abbiamo posizioni differenziate. Loro possono essere alleati ma, al momento, non mi sembra si comportino come se fossero in Fi. Io parlo di fatti, le ricostruzioni giornalistiche le lascio ad altri».
C’è poi la questione relativa alla possibile candidatura del sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. Pare che non ci abbia rinunciato.
«Sono andata alla ricerca di dichiarazioni stampa e interventi, ma non mi sembra che Abramo abbia mai fatto un passo di questo genere. Se devo stare ai fatti, dico che Sergio si vede spesso con il sindaco di Cosenza e discutono insieme. Alcune volte la realtà rappresentata è diversa da quella che a me risulta dai fatti e dalle cose che vedo, dai comportamenti quotidiani».
Quindi nessuna candidatura alternativa a Occhiuto?
«Nel coordinamento regionale sono stati tutti d’accordo, non capisco quale dovrebbe essere questa candidatura alternativa. Poi, tra poco ci saranno le Europee, ed è chiaro che Fi è unita per fare il miglior risultato possibile».
Un appuntamento decisivo.
«Sono importanti a livello di politica nazionale. Bisogna vedere su quanto si assesterà Fi. Per questo c’è particolare attenzione ai risultati della Basilicata, dove Fi ha fatto la propria lista, più due civiche, per un pacchetto elettorale che è andato oltre il 18%. È stato uno snodo importante, che segnala la vitalità estrema del centrodestra, con un bel risultato per la Lega e uno ottimo per noi. Ricordo che Fi prese il 12% alle precedenti elezioni, oggi siamo al 18%. Vuol dire che, se facciamo la proiezione, i risultati attuali danno un centrodestra che sarebbe vincente in tutti i collegi, laddove si andasse alle elezioni politiche».
Ma esiste la possibilità che, in base al risultato delle Europee, quell’accordo sull’assegnazione elettorale delle regioni venga messo in discussione? Dopo tutto, la Basilicata è stata assegnata a Fi…
«Ma il gioco dei giornali è soltanto abbattere la candidatura di Mario Occhiuto? (ride, ndr)».
Ci mancherebbe altro.
«Noi adesso discuteremo il Piemonte, che dovrebbe essere a assegnato a Fi. Dopodiché la Calabria andrà in discussione con l’Emilia Romagna, dove c’è una rivendicazione della Lega. La vedo difficile che Salvini rivendichi due regioni, sinceramente».
Alle Europee Fi schiererà candidati calabresi?
«Ovviamente».
Nomi?
«No (altra risata, ndr), almeno devo parlarne prima a Berlusconi».
Torniamo alla politica regionale. Il centrodestra non sta un po’ sottovalutando il governatore Oliverio?
«Assolutamente no».
Lei si è detta contenta dopo la revoca dell’obbligo di dimora nei suoi confronti.
«In politica si è avversari, mai nemici, c’è il rispetto della persona. Se uno recupera la propria libertà personale, è giusto compiacersi. Altro conto è il discorso politico regionale, dove il giudizio su Oliverio è severissimo. Credo, tuttavia, che non tutto sia colpa del governatore, perché così si assolvono tutti gli altri. In Calabria è sempre lo stesso gioco: prima era colpa solo di Loiero, poi di Scopelliti. Io invece penso che ci sia una responsabilità politica dell’intero Pd, che ha gestito una giunta monocolore che ha prodotto disastri per i calabresi».
Sarà Oliverio il vostro avversario?
«Sarà un problema del Pd, vediamo cosa deciderà Zingaretti. Se dovessero decidere diversamente, ne prenderemo atto».
È vero che molti consiglieri regionali di centrosinistra chiedono di aderire a Fi?
«Sì, è vero. È l’errore che ha fatto Oliverio e in noi c’è una forte preoccupazione. Per rispetto verso i calabresi, e per avere la possibilità di governare, noi dovremo essere particolarmente attenti con gli innesti. La gente punirà maionesi impazzite, dove c’è di tutto e di più. Il popolo oggi è molto più consapevole e noi dobbiamo creare una compagine che non solo sia in grado di vincere ma, soprattutto, che sia in grado di governare. Finora in Calabria si è scelta sempre la coalizione che sembrava vincente, senza pensare a cosa fare il giorno dopo».
Chi è venuto a bussare alla sua porta? Ci fa qualche nome?
«Per rispetto, no. Ma tanto li sapete già».

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