SCIOGLIMENTI, LA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE GRATTERI TORNERÀ IN PARLAMENTO

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Il capo della Dda di Catanzaro incontra il presidente del Tar. «Pensavamo a un contraddittorio prima del provvedimento, so che Forza Italia ha ripreso in mano la proposta. Il 2019 sarà pieno di novità nell’attività di contrasto alle mafie»

La commissione Gratteri sulla lotta alla criminalità organizzata, aveva, tra le altre cose, redatto un articolato di legge sul tema dello scioglimento dei Comuni in cui si ravvisano infiltrazioni mafiose. «La mia commissione – ha affermato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso dell’incontro con la stampa precedente all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2019 del Tar – ha preparato un articolo di legge che nessuno ha voluto prendere in considerazione. Oggi so che c’è una parte politica che si è interessata. Forza Italia mi ha chiesto quell’articolato di legge, so che lo ha aggiornato e lo presenterà in parlamento in seno alla commissione Giustizia». «Sostanzialmente noi prevediamo una scuola di formazione per i commissari prefettizi – ha spiegato Gratteri –, poi si prevede la possibilità di fare una sorta di udienza preliminare, di contraddittorio tra la Prefettura e il Comune che si intende sciogliere in modo tale che non si vada dopo al Tar ma che si discuta prima. Può darsi che il sindaco, l’amministrazione sulla quale si sono accesi i riflettori, porti delle ragioni, smonti l’impostazione che ha fatto la commissione d’accesso. Inoltre noi prevediamo anche la possibilità di annullare le delibere precedenti fatte da una giunta comunale collusa con le mafie».
«Quando si scioglie più volte un Comune – ha proseguito Gratteri – vuol dire che è la conferma che le regole non funzionano, cioè spesso la gestione della cosa pubblica è congelata e quindi non cambiano le cose, si aspetta un anno, due, per andare di nuovo alle elezioni, si trovano poi nuovi soggetti, a volte anche altri prestanome, e si ripropone lo stesso centro di potere. Per questo noi vogliamo un sistema che vada più in profondità e che rimuova il cancro in quella amministrazione in modo tale che quando si insedia una nuova giunta, una nuova forza politica, sia libera da condizionamenti mafiosi, altrimenti continuiamo a parlarci addosso».
Per quanto riguarda l’attività del suo ufficio, il capo della Dda ha dichiarato che «sarà un anno importante, positivo, pieno di novità, di sempre maggiore presenza dello Stato nel contrasto alle mafie. Da cittadino vi posso dire che mi può dispiacere se vedo una politica debole, magari, una politica che nicchia ma io da magistrato sono un tecnico, valuto in base alle carte che arrivano sulla mia scrivania; do ordini e impulso alla polizia giudiziaria insieme ai miei colleghi però ci muoviamo in base a quello che arriva sul tavolo, costi quel che costi e nei confronti di chiunque».

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