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Scomparsa di Gabriele De Tursi a Strongoli, l’appello disperato della mamma Anna

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«Chi sa, e non parla, ha le stesse responsabilità di chi commette il crimine». Lo ha ripetuto più volte il referente di Libera Calabria, don Ennio Stamile, rivolgendosi agli studenti dal palco dell’auditorium del liceo scientifico di Strongoli.

Il riferimento esplicito è al caso di Gabriele De Tursi, il giovane di Strongoli scomparso nel giugno del 2013 e mai più ritrovato. Sua madre, Anna Dattoli, non si dà pace, e non si arrende. Sa che suo figlio è morto, ma sa anche che qualcuno in paese potrebbe farne ritrovare il corpo.

«Io so che Strongoli sa – osserva – so che gli amici di Gabriele sanno, ma nessuno parla». Eppure questa donna non chiede altro che di avere un corpo su cui piangere: «Non voglio vendetta, non voglio nulla, voglio solo un corpo da poter seppellire degnamente, voglio poter portare un fiore sulla sua tomba».

Proprio in questi giorni Gabriele avrebbe compiuto 25 anni, ed è stato inevitabile che a lui ed alla sua famiglia andasse il pensiero di tutti coloro che hanno preso parte alla manifestazione, uno degli appuntamenti finali del progetto sulla legalità “Be connected”, sul quale gli studenti dello scientifico hanno lavorato per molte settimane.

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