Stige, la Dda chiede mille anni di carcere per boss, politici e imprenditori

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Requisitoria del pm Domenico Guarascio nel processo con rito abbreviato. Invocati 12 anni e 6 mesi per l’ex sindaco di Cirò Marina, otto per il “boss delle cerimonie” di Mandatoriccio e 6 per l’imprenditore vinicolo Zito

Politici, imprenditori, boss, intranei o affiliati alla cosca Farao-Marincola di Cirò. Per 104 persone sono state chieste condanne – a fronte di una sola richiesta di assoluzione (per Vincenzo Gangale) – da 20 anni a 8 mesi di reclusione (per un totale di oltre mille anni di carcere), nel corso della requisitoria, con rito abbreviato, del processo “Stige” che ha messo in luce, secondo le indagini coordinate dalla Dda di Catanzaro, come la consorteria avesse creato una vera e propria “holding criminale” in grado di controllare diversi settori economici, per diversi milioni di euro di giro d’affari, che spaziavano dai rifiuti, agli appalti pubblici, dal commercio alimentare e vinicolo, fino ai servizi funebri. Un controllo granitico del territorio che sarebbe nato anche grazie alla connivenza di politici e imprenditori. L’indagine della Dda di Catanzaro è stata portata a termine il 9 gennaio scorso – con una operazione interforze di Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza – che ha portato all’arresto di 169 persone. Una settimana dopo l’arresto, si è pentito Francesco Farao (per lui chiesti 2 anni e 8 mesi di reclusione), figlio del boss Giuseppe Farao, uno dei promotori della ‘ndrina cirotana che alla fine degli anni 70 cominciò a prendere il potere e promuovere, insieme a Cataldo Marincola, l’ascesa al potere del sodalizio di ‘ndrangheta.
Chieste condanne per i fratelli Siciliani: Roberto Siciliani (12 anni e 6 mesi di reclusione), ex sindaco di Cirò Marina, il fratello Nevio Siciliani (10 anni), ex assessore con deleghe importanti, e Mario Siciliani (10 anni). Secondo l’accusa rappresentano uno dei collanti con l’amministrazione comunale di Cirò e provinciale di Crotone. «In particolare Nevio – secondo l’accusa – ha goduto dell’appoggio della cosca, che ha profuso a di lui vantaggio, proselitismo ‘ndranghetistico in occasione della competizione amministrativa comunale del 2006, di tal chè ha ricoperto incarico assessorile con deleghe importanti, cosi frustrando l’agire amministrativo-comunale per l’interesse della consorteria. Roberto Siciliani ha goduto del proselitismo ‘ndranghetistico della cosca onde essere eletto Sindaco di Cirò Marina nella tornata elettorale del 2011, così piegando l’operato della Giunta al perseguimento degli interessi della cosca. Mario Siciliani, del pari, si è colluso con i plenipotenziari della consorteria per determinare l’elezione dei fratelli Nevio e Roberto».

ECONOMIA MONOPOLIZZATA Per Francesco Zito, imprenditore nel settore vinicolo, sono stati chiesti dal pm Domenico Guarascio, 6 anni di reclusione. Zito avrebbe prodotto una vera e propria linea di prodotti vinicoli, che venivano imposti sia in Calabria che in Germania dai plenipotenziari della cosca. Vincenzo Zampelli e Bruno Tucci sono due degli imprenditori accusati di far parte di un cartello di imprese capaci di monopolizzare il settore del taglio boschivo. Per Nicola Flotta, il “boss delle cerimonie nostrano” sono stati chiesti 8 anni di reclusione. Con gli imprenditori i vantaggi sarebbero stati reciproci. Per esempio gli imprenditori del taglio boschivo – controllati da Vincenzo Santoro per il quale sono stati chiesti 20 anni – si assicuravano appalti pubblici e privati, mentre nel caso di Flotta egli avrebbe implementato il del proprio portafogli clienti, in cambio si impegnava a finanziare stabilmente il sodalizio sia organizzando banchetti per gli esponenti della cosca e i loro familiari senza pretendere nulla in cambio, sia versando in bacinella una percentuale degli introiti della propria attività imprenditoriale. Un vantaggio reciproco per chi decideva di scendere a patti con i Farao-Marincola, un disastro per l’economia sana di tutto il territorio, non solo crotonese ma anche cosentino e con comparti anche all’estero e in Nord Italia.
Per i giovani esponenti della famiglia sono state chieste pene dai 20 anni (per Vittorio Farao figlio di Silvio), ai 18 per Vittorio figlio di Giuseppe. Gli esponenti apicali hanno invece scelto il rito ordinario.
Chiesti, inoltre, 10 anni, per Francesco Russo che secondo l’accusa svolge per la cosca proselitismo elettorale, con modalità ‘ndranghetistiche, specie in ordine alle ultime competizioni elettorali comunali di Cirò Marina del 2016. È ingerito nell’amministrazione dell’impresa “Ag Film Srl” che monopolizza la raccolta e la rigenerazione di plastica e cartone.

LE RICHIESTE DI CONDANNA Al termine di una lunga e articolata requisitoria il pm Domenico Guarascio ha invocato le seguenti richieste:
Maria Aiello, 8 mesi
Alessandro Albano, 8 anni
Domenico Alessio detto Frank, 8 anni
Francesco Aloe, 12 anni
Gaetano Aloe, 14 anni
Giuseppina Aloe, 3 anni
Lucia Aloe, 3 anni
Antonio Anania, 12 anni
Ercole Anania, 12 anni
Antonio Bartucca, 10 anni
Francesco Basta, 10 anni
Moncef Blaich, 7 anni
Domenico Bonifazio, 8 anni
Agostino Canino, 8 anni
Amodio Caputo, 6 anni e 8 mesi
Luigi Caputo, 6 anni e 8 mesi
Gilda Cardamone, 2 anni
Martino Cariati, 20 anni
Giovanni Caruso, 4 anni e 2 mesi
Vito Castellano, 20 anni
Dino Celano, 7 anni
Domenica Cerrelli, 1 anno e 8 mesi
Domenico Cerrelli, 6 anni e 8 mesi
Teresa Clarà, 2 anni
Angelo Cofone, 4 anni
Morena Cola, 7 anni
Roberto Corbo, 8 anni
Francesco Crugliano, 16 anni
Gennaro Crugliano, 12 anni
Leonardo Crugliano, 20 anni
Mirco Crugliano, 12 anni
Giuseppe Cusato, 5 anni
Adolfo D’Ambrosio, 4 anni
Antonio De Luca, 10 anni
Angelo Donnici, 2 anni
Antonio Esposito, 1 anno e 8 mesi
Francesco Farao, 2 anni e 8 mesi
Vittorio Farao di Giuseppe, 18 anni
Vittorio Farao di Silvio, 20 anni
Nicola Flotta, 8 anni
Giancarlo Fuscaldo, 8 anni
Alessandro Gabin, 6 anni e 2 mesi
Donato Gangale, 16 anni
Vincenzo Gangale, assoluzione
Giuseppe Giglio, 20 anni
Salvatore Giglio, 20 anni
Franco Gigliotti, 8 anni
Maria Francesca Gigliotti, 2 anni
Nino Greco, 3 anni

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