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Comunali Cittanova, bagno di folla per Francesco Cosentino

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Bilancio del gruppo divenuto corazzata

Nessuna polemica, se non per dare due risposte alle critiche generiche di questi anni, e tanta illustrazione delle cose fatte da una “coalizione unita” che si si ricandida a Cittanova approfittando di un centrodestra spappolato. Non è ancora campagna elettorale, ma il Resoconto di 5 anni di amministrazione – fatto dal sindaco Francesco Cosentino nell’auditorium strapieno e con il pubblico assiepato fin dall’androne – ha fornito il colpo d’occhio giusto per entusiasmo e argomenti di una squadra che, siccome è rimasta in sella non senza diversità di vedute e con una opposizione agguerrita, ora chiede un altro mandato per completare e aggiungere altre cose. Il primo cittadino del centrosinistra ha parlato per più di un’ora a braccio commentando, da solo, la lunga serie di slide proiettate per spiegare che “ci dicono che il paese è sporco – ha detto Cosentino – ma in realtà la Regione ci premia perché abbiamo superato il 70% di raccolta differenziata”, ed anticipando una stoccata che tornerà nella campagna imminente: “siamo partiti che eravamo quasi in dissesto e senza risorse, abbiamo varato investimenti per 6 milioni solo per i lavori pubblici”.

Il racconto che il sindaco fa è di una “città che abbiamo saputo rilanciare anche grazie alla Regione e alla Città metropolitana”, e in questo passaggio è condensata gran parte della sfida politica che arriva, visto che si profila una lotta per 4, e contro gli uscenti – che in questi anni hanno goduto del raccordo con gli enti sovracomunali guidati dal centrosinistra e imbastito dal presidente Francesco D’Agostino che si ricandida a consigliere – ci saranno due spezzoni inconciliabili del centrodestra: uno guidato da Domenico Bovalino, l’altro raccolto dietro all’ex sindaco Sandro Cannatà, mentre l’outsider Domenico Antico spera di sparigliare in nome di un voto di protesta che non si può quantificare.

Approfittando delle cose fatte, e delle opere in cantiere, il sindaco ha dato l’impressione di essere nel ruolo di guida di una corazzata politica, resa solida dalle avversità superate, “perché ho sentito la fiducia della gente – ha detto – e l’investitura delle forze politiche è una conseguenza di ciò”. Cosentino, dando l’idea di sentire il vento in poppa e senza tradire quell’emozione che altre volte gli ha fatto difetto, ha pizzicato l’orgoglio dei cittanovesi ricordandogli “il lavoro fatto per essere fieri della nostra immagine, in campo culturale e nella lotta per la legalità”, sottolineando nella parte iniziale della manifestazione l’impulso che “il Comune, appena mi sono insediato, ha dato per affrontare il problema degli animali vaganti”.

Argomento questo, in una sala in cui si sono notati tra gli altri gli imprenditori Nino Cento e Rocco Raso, che è sembrato ispirato dalla necessità di circoscrivere, senza annullarli, i meriti del comitato No Bull dalle cui fila proviene Antico, proponendo la compagine amministrativa nelle vesti di promotrice di “interessi che gli amministratori precedenti non avevano saputo difendere”. Ed è nella catalizzazione di nuove energie politiche aggiunte, uno fra tutti l’innesto dell’ex avversario Francesco Rao che entrerà in lista, e nuovi ruoli che la città ha assunto nel comprensorio anche grazie ai festeggiamenti per i 400 anni di vita – col sindaco che ha scelto di avviare la carrellata delle cose fatte con l’immagine del recente concerto della cantante Noa – che si giocherà una sfida elettorale in cui conterà certamente la percezione che i cittadini hanno delle cose fatte ma anche, e forse sopratutto, del futuro: vincerà l’opzione della continuità, o quella delle incognite oppure quella “della storia già vissuta”?

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