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Decreto Calabria, Oliverio già annuncia il ricorso alla Consulta

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Dopo le polemiche sul mancato invito da parte del governo il presidente della Regione annuncia una nuova battaglia legale sul provvedimento del Cdm che riguarda la sanità: «In questo modo rafforzano l’esperienza fallimentare del commissariamento»

Lo scontro istituzionale non è solo sulla forma  ma anche sulla sostanza. Il presidente della Regione aveva già più volte detto che il decreto sulla sanità calabrese, per come era stato preannunciato dal governo gialloverde, sarebbe stato a suo parere incostituzionale. E ora che il “decreto Calabria” è stato ufficialmente varato dal Consiglio dei ministri riunitosi a Reggio il governatore Oliverio dice di essere già pronto a impugnare davanti alla Corte Costituzionale il provvedimento fresco di approvazione. È quanto anticipato da Repubblica.it, a cui Oliverio ha spiegato che già una prima decisione la Consulta la darà a luglio in merito alla nomina del commissario alla Sanità Saverio Cotticelli e del subcommissario Thomas Schael. Il governatore risponde poi alla ministra della Salute Giulia Grillo, che in un’intervista aveva preannunciato l’atto del Consiglio dei ministri nel quale tra l’altro si toglie la possibilità al governatore di nominare i direttori generali e impone di passare dalla Consip per gli acquisti. «In questo modo rafforzano un’esperienza fallimentare – attacca Oliverio –. Non è vero come dice la ministra, che evidentemente non è stata informata o è stata informata male, che negli ultimi dieci anni la gestione della sanità è stata in capo alla Regione. C’erano già i commissari e dalla fine del 2014 hanno controllato tutto persone nominate dal Governo». Insomma, se i commissariamenti hanno fallito, secondo il governatore non bisogna rafforzarli ma ridare il controllo della situazione all’amministrazione locale. «È vero che i direttori generali venivano nominati dal presidente – aggiunge Oliverio – ma poi rispondevano al commissario, che si occupava della programmazione sanitaria e delle risorse. In questi anni non abbiamo fatto nemmeno un atto deliberativo di giunta sulla sanità e se doveva essere aperto un servizio o fatto un bando per assumere un primario se ne occupava sempre il tecnico incaricato dal governo. Nominare i manager della aziende sanitarie e ospedaliere non vuol dire controllare la sanità, come dice la ministra, perché poi il loro lavoro era svolto con il commissario. Riguardo agli acquisti dei beni sanitari, abbiamo una centrale unica regionale, per questo mi chiedo come mai passino tutto a Consip». Quindi l’annuncio del nuovo ricorso alla Consulta: «Del resto l’ho già fatto quando sono stati nominati i commissari».

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