DECRETO SALUTE PER LA CALABRIA, SICLARI (FI): LO STATO SI FACCIA CARICO DEL DEBITO CREATO DALLO STATO. È L’ UNICA SOLUZIONE

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«In Calabria abbiamo bisogno di un decreto salva salute perché se sono venuti fin qui a fare il CdM dopo un anno di denunce in aula, oltre 70 agenzie di stampa, 16 interrogazioni, 2 audizioni in Commissione Salute del Senato sulle emergenze che esistono da sempre non si può tornare indietro. Adesso la reale condizione di emergenza, finalmente (purtroppo), è sotto gli occhi di tutto il paese e non possono proporre ancora misure provvisorie oltretutto già sperimentate in Calabria e che non hanno risolto in alcun modo i disagi legati all’assistenza sanitaria».

Il senatore forzista Marco Siclari, capogruppo in commissione Igiene e Salute, durante la conferenza stampa odierna tenuta al Consiglio Regionale a Reggio Calabria, ha illustrato una soluzione che porterebbe risultati immediati e l’azzeramento in tempi record del debito sanitario in Calabria. 

«Hanno ammesso che esiste un’emergenza sanitaria ma questo è solo il primo passo, adesso devono decidere di mettere in atto l’unica misura possibile per risanare il debito e ricostruire dalla base la sanità calabrese. Per dieci anni, nonostante il commissariamento, non si è riusciti a risanare il debito e questo basta a dimostrare come sia lo strumento a non essere efficace perché finché i calabresi non potranno curarci nella nostra terra, lo Stato non rimborserà mai le prestazioni e così facendo ci saranno sempre più costi e meno entrate perché lo Stato pagherà le regioni dove noi andiamo a curarci. La soluzione è un’altra: approviamo un Decreto Speciale Salute per la Calabria, del miliardo di debito si faccia carico lo Stato. Azzerare il debito fin da subito è fondamentale perché questo consentirebbe di sbloccare le assunzioni, quindi riempire finalmente di personale e di 1410 medici che oggi mancano (secondo il fabbisogno presentato da EMPAM FNOMCeO-SUMAI-ANAAO) nei nostri ospedali in modo da ridurre le liste d’attesa e dare assistenza in tempi congrui senza costringere i pazienti a rivolgersi fuori regione. In questo modo riceveremo finalmente i 350 milioni che spendiamo fuori per curarci e questo permetterà di garantire per la prima volta e in modo serio l’assistenza sanitaria in Calabria», ha concluso il senatore azzurro.

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