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«GREEN ECONOMY E LAVORO DI GRUPPO, SARÒ IL SINDACO DELLA CALABRIA»

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Occhiuto ufficializza la propria candidatura. Evita le polemiche e racconta il proprio programma. Una sola stoccata a Oliverio («no agli uomini soli al comando»). «Sì agli eventi per attirare l’attenzione del mondo. I voti mafiosi? Non li vogliamo»

Nessuna polemica politica, ma cinquanta minuti dedicati esclusivamente a un programma di governo che punta a trasformare la Calabria in una «green valley» o, variazione sul tema, in uno «scrigno verde».
Mario Occhiuto si tuffa nel bagno di folla che ha invaso il Centro agroalimentare di Lamezia e racconta il suo progetto per la Calabria. Nessun accenno agli oppositori, a quei dissidenti interni ed esterni che non vogliono la sua candidatura alla presidenza della Regione. Per tutte queste forze ostili, c’è solo un messaggio indiretto: «Quella che stiamo seguendo è la strada giusta. Non siamo in anticipo, ma in ritardo, perché dobbiamo condividere questo progetto con i territori». Stoccata sottile al governatore Oliverio, mai nominato durante tutto il discorso: «Usciremo dall’equivoco dell’uomo solo al comando».

L’EVENTO A Lamezia, per l’ufficializzazione della candidatura del sindaco di Cosenza, ci sono (secondo gli organizzatori) dalle 4 alle 5mila persone. Ogni coordinatore di Fi ha avuto l’incarico di allestire bus da ogni parte della Calabria. Il “segretario” reggino, Ciccio Cannizzaro, ha predisposto 10 pullman (circa 500 persone); il senatore Peppe Mangialavori, dalla piccola Vibo, ne ha fatte arrivare più di 250. Stessi afflussi anche da Catanzaro e Crotone, con il grosso che, ovviamente, è stato offerto da Cosenza.
In sala, per accogliere il pubblico, viene mandata in filodiffusione la “canzone” che accompagnerà la corsa di Occhiuto: è una rivisitazione (riuscita?) del successo di Francesca Michielin e Fedez. Il ritornello fa così: «E sai che con Occhiuto è magnifico, è un fermento che cresce ogni attimo, è possibile fare sogni, volare, e non gettarli al vento…».

In platea ci sono tutti i big di Fi, i rappresentanti delle 8 liste che sosterranno la corsa del sindaco di Cosenza; si vede padre Fedele e anche volti noti della stagione scopellitiana.
Dietro a Occhiuto, sul palco, si staglia un enorme vidiwall su cui viene proiettato il video di presentazione, nel quale vengono messi in fila i successi ottenuti dal sindaco a Cosenza. Poi il candidato in pectore prende gli appunti e iniziata a illustrare il suo piano.
«È arrivato il momento del cambiamento. La Calabria deve ripartire da un progetto, da un atto creativo da condividere con i sindaci e gli amministratori, da un progetto che si basi sulla sostenibilità ambientale, sull’economia green e sul recupero della nostra identità culturale».
«Non esistono – dice Occhiuto – città sempre brutte e sempre belle, o sempre povere o sempre ricche. E questo vale anche per la regione Calabria. In sette anni abbiamo cambiato Cosenza, realizzando opere che hanno migliorato la vita delle persone. Fino a oggi la politica regionale è stata costruita sui bisogni, sulla loro strumentalizzazione. Questa concezione proprietaria è alla base del disastro economico della regione. Serve una svolta: ripartire dai territori e dalla loro identità. È possibile rigenerare questa terra, insieme a una squadra e con un sindaco di tutta la Calabria».

NUOVA ECOLOGIA «Con l’Agenda Onu 2030 – spiega Occhiuto – avremo tre miliardi da investire, e la svolta ecologica deve essere intesa come una svolta di sistema». Le direttrici del programma, tra le altre, sono la «Calabria giardino d’Europa», il mare, il ciclo delle acque, le energie alternative, il ciclo dei rifiuti, il patrimonio forestale. «Dobbiamo ripensare tutto, i modelli industriali, il turismo, puntare sull’agricoltura bio, sul manifatturiero green, sulla bioedilizia». La formula è quella della «green valley»: chi pensa alla Calabria deve pensare a «uno scrigno verde».
«Noi – dice ancora il candidato di Fi – dobbiamo essere orgogliosi di essere calabresi e della nostra terra. Non serve un cambiamento, ma una mutazione partendo da noi stessi. Siamo nani sulle spalle del gigante della nostra cultura millenaria».
E poi Occhiuto si dedica a focus sulla sanità («bisogna realizzare subito gli ospedali»), sulle risorse europee («non è possibile che ci siano fondi non spesi»), sul regionalismo differenziato («ma la critica alla secessione dei ricchi non deve trasformarsi in una assoluzione dell’attuale regionalismo»).
Il sindaco, però, precisa la volontà di non essere un presidente di parte: «Siamo una squadra, ma lavoreremo per tutti, non ci saranno sindaci di destra o di sinistra».
Per Occhiuto, ancora, la Regione dovrà scegliere i manager secondo «una logica di merito» e mettere mano al sistema dei trasporti, la cui mappa «è stata disegnata mezzo secolo fa».
Un accenno anche alla sua propensione a organizzare eventi: «Sono stato accusato di essere il sindaco delle feste. Ma anche quella è una economia. E dunque la Calabria dovrà diventare un grande scenario di eventi all’aperto che attiri l’attenzione mondiale».

IL METODO No al centralismo della Cittadella o al decisionismo: «Voglio – aggiunge Occhiuto – incontrare cittadini e amministratori e stabilire con loro cosa fare, non voglio imporre progetti. Basta con i tavoli e con i memorandum, dobbiamo guardarci negli occhi. Usciremo dall’equivoco dell’uomo solo al comando».

LA ‘NDRANGHETA La chiusura di Occhiuto è dedicata alla ‘ndrangheta: «Chi fa il governatore deve avere coraggio di sfidarla. Dico no ai voti collusi e inquinati dalla criminalità: non li vogliamo».
È, secondo il candidato in pectore, il momento della «svolta»: «Dobbiamo lavorare a un progetto serio, avere le idee chiare e realizzare le opere che servono. Questo sarà l’Occhiuto governatore: un sindaco della Calabria, vicino a tutti i cittadini. Solo così si può ristabilire l’orgoglio di essere calabresi. È la svolta buona».

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