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«Il decreto Calabria? Ha solo aumentato lo stipendio ai commissari»

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Il giorno dopo la riunione del Cdm a Reggio il governatore Oliverio conferma la volontà di impugnare il provvedimento del governo: «Un’operazione grottesca. Non c’è un euro per la riqualificazione e il potenziamento dei servizi sanitari. E non c’è una norma per consentire lo sblocco delle assunzioni»

Per Luigi Di Maio «lo Stato si riprende la sanità», ma secondo Mario Oliverio con il “decreto Calabria” il governo non fa altro che «propaganda e demagogia». Il giorno dopo la riunione del Consiglio dei ministri in riva allo Stretto il governatore conferma la sua posizione di forte critica nei confronti della decisione assunta dall’esecutivo gialloverde. Affiancato dal delegato alla sanità Franco Pacenza, il presidente della Regione ha provato a smontare l’impostazione del “decreto Calabria” elencando soprattutto le questioni che il provvedimento non risolve. A partire dai soldi. «Mi aspettavo – ha detto Oliverio nella conferenza stampa convocata alla Cittadella – che in questo decreto ci fossero norme e risorse per la riqualificazione e il potenziamento dei servizi sanitari, alla luce del fatto che la Calabria paga 320 milioni di mobilità passiva alle altre Regioni, e invece non c’è una sola norma che va in questa direzione e non c’è un euro che va in questa direzione». Anzi, le uniche risorse in più contenute nella norma sono quelle destinate «ad aumentare le indennità, gli stipendi dei commissari, con un aumento di 50mila euro per ognuno dei commissari straordinari più 20mila per le missioni». Un’operazione «grottesca», secondo il governatore, che aggiunge al danno anche la beffa. Anche perché la sanità calabrese dal 2010 è gestita dal governo, e il decreto che è stato approvato a Reggio «non è altro che il rafforzamento di questa gestione governativa». «Non si può presentare un decreto straordinario, adottato da un Consiglio dei ministri convocato in via straordinaria in Calabria, con operazioni di questa natura. Da parte mia – ha aggiunto Oliverio – non c’è alcuna forzatura in queste considerazioni, solo la constatazione di un atteggiamento del governo propagandistico e demagogico».
Il governatore ha fatto notare che «non c’è una norma per consentire lo sblocco delle assunzioni, a fronte di una carenza del personale medico e infermieristico, che qui lavora con grande sacrificio». Il ministro Giulia Grillo ha annunciato che si cercheranno delle soluzioni proprio per evitare il blocco del turnover ma intanto, nonostante il provvedimento straordinario, si va incontro a «un aggravamento degli organici, che sarà acuito anche da Quota 100». «Non possiamo accettare operazioni di questa natura nei confronti della Calabria e dei calabresi. Assumeremo tutte le iniziative necessarie – ha annunciato Oliverio – per rimettere al centro la sanità calabrese con i suoi problemi. È da quasi un anno che stiamo chiedendo a questo governo un confronto e un tavolo per discutere dei problemi: non ne stiamo facendo una questione di potere ma di merito, del resto noi stessi abbiamo proposto un accompagnamento e un sostegno». E invece «nulla di tutto questo», e l’unica riunione che il Ministero ha convocato con la Regione ha riguardato il randagismo. «Vi pare una cosa seria?», ha chiesto Oliverio confermando che alla Cittadella, dopo il ricorso sulla nomina dei commissari, si sta valutando «di assumere analogo provvedimento nei confronti del decreto Calabria».

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