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LA SANITÀ RIPARTE DAL DECRETO CALABRIA

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In una Reggio Calabria blindata il governo Conte approva la norma. «Intervento emergenziale ma inevitabile di fronte a 160 milioni di disavanzo e Lea fermi a 136». Il ministro Grillo a Oliverio: «Durerà 18 mesi. Ci muoviamo nel solco della Costituzione»

Il Decreto Calabria ora non è più un annuncio. Il governo in trasferta a Reggio Calabria ha definitivamente approvato la misura fortemente voluta dal ministro della Salute Giulia Grillo.
Per la città dello Stretto è stata una giornata decisiva. Blindata fin dal mattino, è riuscita ad accogliere senza particolari problemi tutto l’esecutivo nazionale, che si è poi riunito in Prefettura per la seconda seduta del Consiglio dei ministri a Reggio, dopo quella avvenuta 9 anni fa con il governo Berlusconi. «Siamo venuti qui – ha spiegato il premier Giuseppe Conte – per testimoniare la vicinanza del governo. È una presenza che non ha solo un valore simbolico, ma anche concreto. Portiamo misure concrete che aiuteranno a trovare alcune soluzioni per questo territorio».
Il Decreto Grillo è solo l’ultimo in ordine di tempo. Conte tiene a precisare il grande impegno del governo a favore della Calabria: «Abbiamo stanziato 150 milioni contro il dissesto idrogeologico; 20, per i comuni sotto i 20mila abitanti, per opere di manutenzione, altri milioni per opere di risparmio energetico, il wi-fi gratuito e 10 milioni per la messa in sicurezza delle strade. Sono provvedimenti molteplici. Non ci dimentichiamo di questo territorio e l’attenzione sarà costante. Questo governo vuole il riscatto del Sud, affinché i territori più svantaggiati possano favorire crescita economica del Paese».
Il premier ha dedicato un altro passaggio alle misure straordinarie contro la ‘ndrangheta: «Continueremo a sciogliere tutti i consigli comunali che dovremo sciogliere. La criminalità rallenta il Sud e noi non dobbiamo abbassare la soglia di attenzione. Dobbiamo intensificare gli sforzi perché, diversamente, non riusciremo ad assicurare la crescita». Conte ha anche affrontato la questione del possibile dissesto di Reggio: «Siamo consapevoli di questa situazione. Ieri il sottosegretario Castelli e il sindaco Falcomatà hanno discusso di alcune misure per prevenire una prospettiva non auspicabile. Ci stiamo lavorando».
Infine, Conte, prima di lasciare Reggio, ha voluto «abbracciare tutti i calabresi».

IL DECRETO Il compito di illustrare il nuovo provvedimento per la sanità è toccato al ministro Grillo, secondo cui si tratta di un decreto «unico nel suo genere», un «decreto speciale che risponde a situazione emergenziale determinata da due parametri: il disavanzo di gestione di 160 milioni e il punteggio Lea a 136, molto al di sotto del limite di 160. È una situazione unica in Italia e lo dico per spegnere le voci su simili provvedimenti per altre regioni». La misura «arriva dopo 10 anni di commissariamento ed è evidente che gli strumenti ordinari non sono sufficienti a rimuovere ostacoli che non consentono alla sanità calabrese di riemergere».
«Alcuni – ha aggiunto il ministro – mi hanno detto “chi te lo fa fare?”. Noi in Italia non facciamo le cose perché abbiamo paura del risultato negativo. Serve un cambio d’atteggiamento e provare a cambiare. Mi prendo la responsabilità e non ho paura di fallire: se fallisco, rilancerò».
Grillo ha anche lasciato spiragli sul blocco del turnover sanitario, paventando la possibilità di procedere con le assunzioni già deliberate.

LE DIRETTIVE Oltre a disavanzo e Lea, tra gli elementi che hanno spinto Grillo a procedere con il decreto ci sono anche le infiltrazioni della ‘ndrangheta, come successo di recente nell’Asp di Reggio. «Questi tre fattori – ha spiegato ancora – mi hanno indotto a decidere per la decretazione d’urgenza, che darà ai commissari governativi la possibilità di lavorare con qualche arma in più, affinché i calabresi non abbiano più una sanità di serie B».
Le direttive, come anticipato nei giorni scorsi, riguarderanno soprattutto le «verifiche straordinarie sulle attività dei direttori, al termine delle quali i commissari potranno rimuovere una o più figure apicali e fare nuove nomine, d’intesa con la Regione. Dunque non scavalchiamo nessuno, ma prevediamo una collaborazione con la Regione. La avevamo già chiesta, ma non abbiamo trovato accoglimento». Altra direttiva riguarderà il dissesto degli enti sanitari («mutuiamo la normativa Tuel e la utilizziamo anche per le Aziende sanitarie», con la possibilità di separare le «new company» dalla « parte fallita dell’azienda». Ultima direttiva riguarderà gli acquisti: «Prevediamo che passino per Consip o da protocolli d’intesa con l’Anac».
Il decreto, tuttavia, sarà una misura «limitata nel tempo» (18 mesi) e la Regione «potrà comunque avviare le procedure per le nomine dei manager». «Non vogliamo travalicare competenze», ha ribadito Grillo, che sottolinea come la sanità sia comunque «materia concorrente». E nel farlo si rivolge direttamente al governatore Oliverio: «Il ministro svolge il suo compito nel solco della Costituzione. Questo è un governo del cambiamento anche sulla sanità. Potevo limitarmi a nominare i commissari, ma sinceramente abbiamo pensato che questa fosse l’ultima possibilità. Non posso dare garanzie, non farò promesse da mercante, ma l’impegno del governo è massimo. In qualche modo questi sforzi verranno premiati. Sono sicura che i nuovi strumenti ci faranno ottenere risultati».

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