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L’EMOZIONE DI PIPPO FRANCO PER LA MORTE DEL SUO AMICO E COLLEGA GIACOMO BATTAGLIA: “UNA COMICITA’ ARTISTICA E UMANA”

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Mi chiamava sempre e parlavamo di lavoro. Ma un giorno, Giacomo mi fa una telefonata strana. Dall’altro capo, esordisce così: “Oggi, per la verità, non ho nulla di particolare da dirti. Sentivo solo il bisogno di sentirti”. Solo poche ore dopo, l’ictus lo avrebbe colpito e gli avrebbe cambiato la vita. Ebbene, in quel momento ho capito tutto: Giacomo avvertiva un brutto presentimento di cui, in qualche modo, mi voleva rendere partecipe, ma senza farmi preoccupare».

Inizia con questo aneddoto, Pippo Franco, il ricordo del grande amico e collega. «Ho pensato e ripensato a quelle parole che all’inizio mi hanno spiazzato e subito dopo sconcertato, non appena mi è giunta notizia del suo malore- aggiunge-. Oggi, davvero, rivestono, per me, un senso profondo: mi riportano alla complicità artistica ed umana che ci ha sempre accompagnato, all’essere stati gemelli sotto tanti profili- espressione che gli piaceva tanto- perchè in fondo sono state tante le cose che abbiamo condiviso. Il nostro percorso è stato- e resterà – segnato da tante affinità di cui fare memoria ed anche tesoro».

Il timbro di voce del grande artista si mantiene forte, ma non nasconde l’emozione nel riavvolgere il filo dei ricordi e delle pagine belle che hanno scritto insieme, sempre condite da quella dose di ironia che ha conquistato gli italiani e reso più leggere tante serate passate davanti alla televisione o al teatro.

Dai fasti del Bagaglino al Cilea, dove Giacomo aveva sempre un motivo in più per rivendicare il suo senso di appartenenza e la sua regginità. Nel dicembre 2006, sono stati protagonisti dell’opera teatrale incentrata sul dualismo infinito tra verità di fede e scienza: “Il mistero della Sacra sindone”. Lo scorso ottobre, invece, in occasione di un evento rotariano, è stato Pippo Franco, con Silvia Mezzanotte e Gigi Miseferi, a salire sul palco. Conclude il comico: «È stato un momento molto intenso. L’evento era stato promosso per raccogliere fondi e combattere la polio, aiutando quei Paesi dove questa malattia è ancora presente. Ma era dedicato a Giacomo e questa convergenza di sentimenti ci ha unito dal primo all’ultimo minuto. Noi artisti dal palco e il pubblico numerosissimo in platea avevano un solo desiderio: portare il “nostro” Giacomo nel cuore e nella mente e trasmettergli dalla sua città a Crotone un grande messaggio di amore». 

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