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Niente dissesto (per ora), per Reggio due mesi di proroga

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La Conferenza Stato-città approva una norma che concede tempo ai Comuni in difficoltà. Attesa per le misure promesse dal governo

La boccata d’ossigeno, per il Comune di Reggio Calabria, arriva in extremis. Nel primo pomeriggio di mercoledì, quando la Conferenza Stato-Città approva la «richiesta di proroga termini adempimenti contabili per gli Enti locali coinvolti dagli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 18 del 2019 e per gli enti colpiti dal terremoto». Per Reggio significa che la dichiarazione di dissesto finanziario non ci sarà. Almeno non fino al 31 luglio prossimo, data in cui è stata differita l’approvazione del bilancio di previsione 2019-21. Per uscire dalla crisi, comunque, bisognerà attendere le misure che il governo si è impegnato a trovare di concerto con il sindaco Giuseppe Falcomatà, presente alla seduta romana della Conferenza. La proroga arriva all’ultimo respiro. La giunta comunale, infatti, era stata convocata per lunedì 29 aprile, quando avrebbe dovuto approvare l’atto di indirizzo da inviare al consiglio per deliberare il dissesto.

FALCOMATÀ: NO A RAGIONAMENTI CON IL PALLOTTOLIERE «La proroga della scadenza per l’approvazione dei bilanci di previsione per i Comuni in piano di riequilibrio è una buona notizia e rappresenta un segno positivo della volontà politica di risolvere le criticità intervenute a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha reso inefficaci le rimodulazioni trentennali». È quanto ha affermato il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà a margine della riunione di oggi della Conferenza Stato – Città.
«Naturalmente – prosegue Falcomatà – ci aspettiamo che alle parole seguano i fatti, ma il sottosegretario Laura Castelli, che sta dimostrando una proficua e costante attenzione alle esigenze rappresentate dai sindaci, ha espresso chiaramente l’intenzione di voler dare seguito già in una delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri, al pacchetto di norme per i Comuni che, insieme ai sindaci e grazie alla positiva interlocuzione avviata con Anci, abbiamo condiviso. Continueremo a monitorare la situazione nei prossimi giorni affinché si possa arrivare in breve tempo, ben prima della scadenza fissata, ad una soluzione definitiva di una vicenda che avrebbe pesanti conseguenze su decine di Comuni italiani e soprattutto sui loro cittadini incolpevoli». «E’ chiaro infatti che quando si parla di finanza degli Enti locali – sostiene ancora Falcomatà – non si può ragionare con il pallottoliere, in gioco c’è una questione sociale che riguarda soprattutto le fasce più deboli della popolazione, alle quali i Comuni, attraverso i loro bilanci, erogano servizi essenziali senza i quali saremmo di fronte ad una vera e propria catastrofe sociale di caratura nazionale. È questa la base del ragionamento dalla quale partire e credo che su questo il governo, a prescindere dal suo colore politico, non possa che comprenderne l’urgenza».

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