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OPERAZIONE “AFFARI IN FAMIGLIA”: BANCAROTTA FRAUDOLENTA E APPALTI PUBBLICI, ARRESTATO SINDACO

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Nel corso della mattinata odierna, i finanzieri della Tenenza della Guardia di Finanza
di Scalea hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere,
emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Paola – dott.ssa Maria Grazia Elia – , su
richiesta su richiesta del Procuratore capo della Repubblica– dott. Pierpaolo Bruni e
del Sostituto Procuratore dott.ssa Maria Francesca Cerchiara -, con la quale è stata
disposta la misura carceraria nei confronti di un sindaco di un comune dell’alto
Tirreno cosentino e di suo figlio.
Contestualmente, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dalla
medesima Autorità Giudiziaria, avente ad oggetto quote societarie, nonché rapporti
finanziari e beni immobili e mobili per un totale di circa 1,5 milioni di euro.
Il provvedimento cautelare, personale e reale, si colloca in un più ampio contesto di
indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola ed eseguite dai militari
della Tenenza della Guardia di Finanza di Scalea, che hanno ad oggetto la verifica
della liceità degli appalti pubblici e che, in questo caso, hanno consentito di delineare
un quadro indiziario particolarmente grave in ordine a condotte di bancarotta
fraudolenta ed autoriciclaggio.
Le attività investigative, concentrate sul fallimento di una società riconducibile al
sindaco, sono state condotte attraverso una meticolosa attività di analisi dei bilanci,
della documentazione contabile e bancaria ed hanno fatto emergere numerose
condotte dolosamente distrattive dei beni aziendali e finalizzate a danneggiare i
creditori, tra cui l’Erario ed una società in house della Regione Calabria.
La condotta che maggiormente descrive la gravità dei comportamenti fraudolenti
posti in essere ha riguardato la sottoscrizione di un contratto di affitto di ramo
d’azienda tra la società fallita ed un’altra società amministrata dal figlio del sindaco
(ma, di fatto, amministrata da quest’ultimo) il cui scopo è stato quello di svuotare la
società fallita in danno dei creditori.
Il ramo d’azienda, locato per soli € 1.200 all’anno, comprendeva importanti voci del
patrimonio sociale, comprese le attestazioni S.O.A. (necessarie per partecipare a
gare d’appalto) ed ha consentito alla società del figlio del sindaco di aggiudicarsi
numerosi appalti pubblici per importi prossimi a vari milioni di euro.
Ed è stata proprio l’aggiudicazione di questi appalti ad aver aggravato il quadro
accusatorio, costituendo, l’impiego in attività imprenditoriale di beni di origine
illecita, un’ipotesi di autoriciclaggio.

Il risultato di questa attività è frutto dell’attenzione che la Procura della Repubblica di
Paola ed il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza riservano nei
confronti dell’imprenditoria calabrese sana per tutelarla da tutte quelle forme di
inquinamento dell’economia che derivano da illeciti arricchimenti.
È prevista una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Paola, sita
in Paola (CS) Via G. Falcone e P. Borsellino n. 9, alle ore 10:30 di oggi 04 aprile
2019, alla quale interverranno il Dott. Pierpaolo Bruni, Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale di Paola (CS), il Col.t.ISSMI Marco Grazioli, Comandante
Provinciale Guardia di Finanza Cosenza ed il Ten. Federico Gragnoli, Comandante
della Tenenza Guardia di Finanza Scalea (CS).

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