Per il Viminale Lamezia andrà al voto il 26 maggio

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Protocollato in Comune un decreto prefettizio nel quale sono presenti i nomi dei centri nei quali vengono indette le elezioni. E tra questi c’è la città della Piana

E se a Lamezia si tornasse a votare il prossimo 26 maggio? Cioè tra poco più di un mese? Certo, è difficile da immaginare. Ma non è un’opzione impossibile visto che martedì mattina è stato protocollato in Comune un decreto prefettizio nel quale sono presenti i nomi dei Comuni nei quali vengono indette le elezioni nel turno del 26 maggio. E tra questi risulta Lamezia Terme. In effetti, a ben vedere, la scorsa settimana era stato divulgato l’elenco dei Comuni per i quali era stato prorogato il commissariamento e Lamezia Terme non risultava. Oggi invece Lamezia Terme, sul sito del ministero dell’Interno risulta nell’elenco dei Comuni «interessati al turno ordinario di elezioni amministrative della primavera 2019».
Ma ripercorriamo le tappe amministrative della vicenda lametina. A maggio 2015 vince le elezioni una coalizione di centrodestra guidata dal sindaco Paolo Mascaro. Governano fino a novembre 2017, quando un decreto del consiglio dei ministri scioglie il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose in seguito alle risultanze di un’indagine della Dda di Catanzaro che coinvolge due consiglieri comunali e porta la commissione d’accesso in Comune. Il sindaco e altri consiglieri fanno ricorso al Tar del Lazio. Il 22 febbraio il Tar accoglie il ricorso, annulla lo scioglimento e riporta il sindaco e i consiglieri sui loro scranni. L’Avvocatura dello Stato, che rappresenta il ministero dell’Interno, fa appello al Consiglio di Stato e chiede una sospensiva della sentenza del Tar e quindi del reintegro del consiglio comunale fino all’udienza dell’11 aprile. Il 23 marzo il Consiglio di Stato accoglie la richiesta dell’Avvocatura e tornano i commissari prefettizi. Il sindaco inizia lo sciopero della fame, indice una pubblica assemblea nella quale si scaglia contro la legge sullo scioglimento e contro «l’Antistato dei carrierismi». 
E afferma che di certo vincerà anche al Consiglio di Stato e l’11 aprile tornerà a indossare la fascia tricolore.
 Ora. Le opzioni sono diverse. 
Se il Consiglio di Stato si pronunciasse a favore di Mascaro si tornerebbe a votare il prossimo anno, alla scadenza naturale del mandato.
 Ma se il Consiglio di Stato si pronuncia contro?
 O se lo stesso Mascaro dovesse rinunciare al ricorso al Tar? Cesserebbe la materia del contendere e si tornerebbe al voto.
Ma Lamezia sarebbe pronta per tornare al voto?
 Al momento, in effetti, l’unica figura che si è soprattutto distinta è proprio quella del sindaco sospeso. L’unico comizio fatto il 29 marzo è stato il suo. Di contro c’è l’opposizione che si è manifestata attraverso comunicati e manifestazioni soprattutto culturali. Accanto a Mascaro, venerdì scorso, c’erano i suoi fedelissimi, Giancarlo Nicotera ed Enrico Costantino.
In prima fila si era piazzato anche Massimo Cristiano e poco distante l’ex presidente del consiglio comunale Francesco De Sarro. Presente anche la giunta. Ma i lametini sono pronti? (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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