Riace, il Viminale si costituirà parte civile contro Lucano

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L’udienza davanti al gup è stata rinviata al 4 aprile. L’accusa ha presentato una nuova consulenza tecnico contabile. Il ministero dell’Interno si schiera contro il sindaco sospeso

Nessuna decisione sul rinvio a giudizio chiesto dalla Procura di Locri per Mimmo Lucano, il sindaco sospeso di Riace e gli altri 29 indagati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio. Il pm Permunian ha depositato una nuova consulenza tecnica contabile chiedendo che venga acquisita agli atti, per questo gli avvocati hanno chiesto e ottenuto tempo per visionare i nuovi documenti e preparare la difesa. L’udienza è stata dunque rinviata al 4 aprile, ma il Viminale ha già annunciato che si costituirà parte civile contro Lucano e il modello Riace.
Per Lucano e altre 29 persone, tutte coinvolte nella “macchina” dell’accoglienza che ha reso il borgo della Locride un modello mondiale di integrazione possibile e il suo sindaco uno dei 30 uomini più influenti del mondo, la procura di Locri nel dicembre scorso ha chiuso le indagini, riproponendo l’impianto accusatorio già bocciato dal giudice per le indagini preliminari.
Nel chiedere l’arresto di Lucano, i pubblici ministeri lo aveva accusato di presunte irregolarità nella gestione dei fondi destinati all’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo, ma tali ipotesi erano state del tutto smentite dal giudice Domenico Di Croce, che nell’ordinanza aveva cassato tutte le contestazioni più gravi fra cui malversazione, truffa ai danni dello Stato e concussione.
Nel frattempo, rimane ancora in esilio Mimmo Lucano, dall’autunno scorso sottoposto al divieto di dimora per ordine del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria. Contro quel provvedimento è stato proposto ricorso in Cassazione, accolto in parte dagli ermellini, che hanno nuovamente rinviato il caso di fronte al Riesame.

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