Gio. Mag 6th, 2021

Francesco Anoldo non si candida più a sindaco di San Luca

Salvo sorprese, le liste che si contenderanno il governo di San Luca, non saranno più tre, ma due. L’infermiere di Reggio Calabria Francesco Anoldo, che da più di un anno aveva annunciato la sua candidatura a sindaco, ha deciso di mettersi da parte. All’origine di una decisione che per la verità non ha sorpreso più di tanto – a San Luca erano pochi a credere nel progetto – c’è lo stato di salute delle casse del Comune, che secondo Anoldo, dopo sei anni di gestione commissariale sarebbero in grave sofferenza e rischiano di lasciare in eredità al nuovo sindaco un disavanzo di circa un milione e mezzo di euro. Cifra, secondo Anoldo, che rischia di «rendere ingovernabile il comune almeno per i prossimi vent’anni a meno che non vengano diminuiti i servizi, che già sono al lumicino, e aumentate le tariffe».

«Sfogliando il Dup – scrive ancora Anoldo attaccando il commissario in carica- si evince altro che il Comune è stata male amministrata, altro che buona amministrazione, come scrive il dottor Gullì». Di questo, continua «informerò la prefettura, il ministero degli Interni, la magistratura e la Corte dei conti». Altri particolari, annuncia l’infermiere reggino, saranno spiegati nel corso di una conferenza stampa che terrà martedì. Non si sa se a San Luca o a Reggio Calabria. L’unica cosa certa è che nel corso della conferenza, annuncerà il ritiro della sua candidatura perché, scrive, «sono venuti meno i presupposti di governabilità».

La nota si conclude con una promessa: «Come Movimento Calabria Attiva rimarremo sul territorio come laboratorio politico che si spenderà per i sanluchesi ma anche per tutta la Locride, mettendo in pratica la politica del fare e non dell’apparire».

Per la cronaca ricordiamo soltanto che in questi ultimi vent’anni San Luca, è stato sciolto due volte per infiltrazioni mafiose, nel settembre del 2000 e il 17 maggio del 2013, quando mancava soltanto una settimana al ritorno alle urne e ai nastri di partenza erano pronte due liste. Un provvedimento che indignò la gente che per protesta decise di non presentare più liste, tranne nel 2016, quando l’unica non raggiunse il quorum per una manciata di voti. Ora il ritorno al voto sembra quasi sicuro, perché a differenza di Anoldo, Klaus Davi e Bruno Bartolo la lista l’hanno completata. Ovviamente, salvo sorprese dell’ultima ora.

Campo libero alla sfida a due tra Bruno Bartolo e il giornalista Klaus Davi

ANTONIO STRAGIO (Gazzetta del Sud)

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