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Un concerto in ricordo di Matteo Vinci, ma il parroco di Limbadi dice no

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Polemica per il rifiuto di don Ottavio Scrugli. L’orchestra “Falcone Borsellino” avrebbe voluto omaggiare il giovane ucciso da un’autobomba nella chiesa di San Pantaleone. Il vescovo prova a sgonfiare il caso: «Direttive precise, non è un luogo di spettacolo»

È polemica, a Limbadi, nel Vibonese, per il rifiuto opposto dal parroco della chiesa di San Pantaleone all’esibizione dell’orchestra giovanile “Falcone Borsellino” che il 9 aprile avrebbe voluto tenere un concerto nel luogo sacro in ricordo di Matteo Vinci, nel primo anniversario della sua morte. Il biologo fu ucciso con un’autobomba azionata, secondo quanto emerso dall’inchiesta “Demetra”, da esponenti della famiglia di ‘ndrangheta dei Mancuso.
A sollevare il problema è stata la Fondazione “La Città invisibile” di Catania, che gestisce l’ensemble musicale, che per mezzo della sua fondatrice Alfia Milazzo ha espresso immediatamente tutto il suo disappunto per il “gran rifiuto” opposto dal parroco don Ottavio Scrugli. Il diniego al concerto sarebbe stato motivato dal sacerdote con una direttiva impartita da anni dal vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo.
«Non so esattamente cosa sia accaduto a Limbadi – ha affermato il presule – tuttavia confermo che ho da anni impartito precise direttive sull’utilizzo delle chiese per i concerti, o altre manifestazioni simili. La chiesa è un luogo di culto, di preghiera e non di spettacolo. Tali direttive sono state emanate in ossequio a quanto stabilito da Giovanni Paolo II prima e da Benedetto XVI dopo, quindi nulla di nuovo».

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