Mer. Gen 20th, 2021

Il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione li ha chiesti al Comune

Nuovo colpo a quel che rimane del “Modello Riace”. Il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno ha chiesto al Comune di Riace la restituzione di 3 milioni e 323 mila euro di euro, somme che hanno riguardato il progetto Sprar del Comune ionico reggino relativo alla “categoria ordinari” «finanziato sin dal 2003».

Una pesante tegola che, stando al contenuto di un documento dell’Ufficio III – Asilo, protezioni speciali e sussidiarie Unità Dublino, giunge a seguito dei controlli dei dati contabili forniti dal servizio centrale con nota del 28 febbraio 2019 afferenti al periodo successivo al 2011 «e dalla documentazione in possesso di questo ufficio, relativa ai pagamenti eseguiti, è emerso che, allo stato, codesto Ente è tenuto alla restituzione dei seguenti importi». Segue un dettagliato elenco che riguarda in primo luogo poco oltre 70mila euro «per tagli relativi alla categoria “ordinari 2014”» e 158 mila euro «per tagli relativi alla categoria “aggiuntivi 2014” a seguito di verifica contabile sul rendiconto, i cui esiti conclusivi sono stati comunicati dal Servizio centrale, come di prassi, sia a codesto Ente che a questo Ministero con nota n. 7606 del 30.10.2017 acquisita agli atti di questo ufficio con prot. n. 18904 dell’1.12.2017». Altre somme pari ad un importo di poco superiore ai 66 mila euro sono relativi alla categoria “ordinari 2015”.

L’elenco prosegue con la richiesta di 262 mila euro «per economie autocertificate relative ad ampliamenti 2012-2013», altri 6 mila e passa euro «per economie autocertificate relative alla categoria “aggiuntivi 2015”» e ben 356 mila «relativi a tagli a seguito di verifica contabile sul rendiconto sulla categoria “aggiuntivi 2015”» in questo caso comunicati con una nota del gennaio 2019.

Si passa poi alle somme per «tagli relativi alla categoria “ordinari 2016”», poco meno di 80 mila euro. Quindi ben 852 mila euro «per tagli a seguito di verifica contabile sul rendiconto relativi alla categoria “aggiuntivi 2016”» ed altro ancora, con un recupero di 5.250 euro avvenuto in occasione dell’erogazione del saldo del 2016, con nota del febbraio 2019. «Per un totale – si legge nel documento – di euro 1908,613,67».

Ancora dopo si evidenzia: «Trattandosi di esiti pervenuti a quest’ufficio a decorrere dall’erogazione del saldo 2017, questo ufficio ha sospeso da tale data, in via cautelativa, il pagamento di ulteriori somme finanziate. Pertanto, non avendo codesto Ente a tutt’oggi rendicontato le spese sostenute nel 2017 pur a fronte di pagamenti per tale annualità per complessivi euro1.414.982,80, né quelle sostenute nel 2018, allo stato, fatte salve eventuali ulteriori verifiche contabili, l’importo in totale da restituire alla data odierna, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, con le seguenti modalità, ammonta ad euro 3.323,596,47». Seguono i dati per effettuare il pagamento nonché: «Si avvisa che, in difetto, si procederà mediante trattenuta sui versamenti erariali».

(FONTE GAZZETTA DEL SUD)

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