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DAVI AI SANLUCHESI: «SONO UNO DI VOI»

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Frecciata allo sfidante: «Faccio parlare solo bene del paese, non chiamatemi forestiero»

Più che un comizio, l’incontro in piazza Resistenza tra Klaus Davi e i candidati della sua lista e la gente di San Luca dall’altra (poca per la verità) è sembrato una lezione di comunicazione, con interruzioni di natura politico-amministrativo che puntualmente sono andati a toccare i quasi quattro anni di gestione commissariale affidati al dottor Salvatore Gullì e tutti i problemi che attanagliano tutta la Locride e tutta la Calabria. Davi, dopo aver presentato i dieci candidati della sua lista, ha spiegato le ragioni di una scelta nata nel momento in cui il famoso massmediologo, che conosce bene la Calabria, aveva capito che a San Luca c’era bisogno di aria nuova, e soprattutto di soggetti e argomenti capaci di smuovere una comunità che aveva scelto di stare sull’Aventino, per paura di un ennesimo scioglimento.

La vecchia e mai risolta questione della Bovalino-Bagnara che romperebbe l’isolamento della zona, la strada per Polsi, sostegno attivo all’azienda Calabria Verde, e la promozione del turismo dei territori con l’apertura di un bed and breakfast a San Luca, sono stati i punti salienti dell’intervento del giornalista di origine svizzere. Ma non solo. Klaus Davi ha criticato la scelta del commissario Gullì di aver concesso il nulla osta al trasferimento sia totale, sia parziale in un altro comune, della responsabile dell’ufficio ragioneria Mariangela Spataro, per poi chiudere con una stoccata a chi, a iniziare dallo sfidante Bruno Bartolo, in questi giorni lo ha considerato un forestiero, quindi un estraneo. «Non vedo il problema, io sono già al 100% un sanluchese doc. Ho aperto un ufficio del lavoro e ho fatto in modo che in quest’anno si parlasse del comune in termini positivi e non solo legati a questioni mafia. Quindi la patente di sanluchese, penso di essermela conquistata. Da noi – ha concluso – non aspettatevi miracoli, ma una promessa la possiamo fare. Se saremo eletti non permetteremo più a nessuno di discriminare questo paese, e voi non vi dovrete più vergognare di dire di essere di San Luca».

ANTONIO STRANGIO (Gazzetta del Sud)

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